Il numero di esemplari osservati, la zona di distribuzione, le caratteristiche morfologiche e le collimanti conclusioni dei team di ricerca sembravano lasciare ben pochi dubbi al fatto che ci si trovasse di fronte ad una nuova specie, per la precisione la prima nuova specie di scimmia scoperta nelle foreste africane dopo vent'anni.
Un articolo firmato da Pietro del Re apparso qualche giorno dopo su "La Repubblica", ridimensionava però i toni della scoperta...
Sul ritrovamento del Lophocebus hanno invece esultato gli adepti della criptozoologia o "scienza degli animali nascosti", per usare la definizione che le diede il suo fondatore, Bernard Heuvelmans
Ma se gli ingenui "adepti" (sic) della criptozoologia esultavano ignari, c'era chi puntualizzava quanto segue:
I biologi l'hanno battezzata Lophocebus kipunji, suggellando di fatto la nascita di una specie. Ma non l'hanno uccisa, perché considerata troppo rara: si sono limitati a fotografarla. Non abbastanza, direi. Avrebbero dovuto almeno catturarla e prelevarle un campione di sangue, prima di rimetterla in libertà. In realtà sarebbe meglio esaminarne più d'uno, perché un caso isolato potrebbe rivelarsi un'anomalia genetica. Capisco le esigenze degli ecologisti, ma per proteggere la natura bisogna conoscerla, anche se la conoscenza è a volte un po' distruttiva
Queste le parole di Alessandro Minelli, zoologo dell'Università di Padova, che del caso in questione con ogni evidenza dimostrava così di conoscere ben poco. Nonostante questo gli ultimi studi hanno dimostrato che il Lophocebus kipunji non è una nuova specie di cercocebo e che non è la prima nuova specie di scimmia africana scoperta dopo vent'anni.
Gli esami genetici effettuati su un giovane esemplare morto per cause naturali hanno infatti demolito la precedente classificazione, dato che il kipunji, altro nome locale di questa scimmietta, è risultato essere molto più vicino ai babbuini che non ai cercocebi ed è quindi il primo nuovo GENERE di scimmia scoperto in Africa dopo 83 anni. L'ultimo arrivato è stato ribattezzato Rungwecebus kipunji. L'ingenua comunità dei criptozoologi continua così, dopo un anno, ad essere pienamente soddisfatta per questa importante scoperta.





