In data 6 settembre diversi organi di stampa hanno riportato la notizia, accompagnata da svariate fotografie, di un enorme esemplare di coccodrillo marino (Crocodylus porosus) catturato a sud delle Filippine presso la città di Bunawan sull'isola meridionale di Mindanao.
di Sandro D'Alessandro
STORIE DI PICCOLI GECHII diversi Gechi che vivono nel nostro Paese appartengono a 4 specie: il Geco comune (Tarantola mauritanica), l'Emidattilo (Hemydactilus turcicus), il Tarantolino (Phyllodactylus europaeus) ed il Geco di Kotschy (Cyrtodactylus kotschyi). Tre di queste specie appaiono relativamente simili le une alle altre in quanto ad abitudini e ad aspetto. Si tratta infatti di animali provvisti di cuscinetti adesivi che, presenti all'estremità delle dita, favoriscono l'arrampicamento di questi piccoli Rettili su superfici quasi completamente lisce; si tratta di animali che hanno abitudini esclusivamente o principalmente notturne, e che vivono in zone prossime alla costa1. Tutti, tranne uno: il piccolo Geco di Kotschy.
La diffusione su internet delle immagini della presunta gigantesca natrice uccisa presso Galluccio, in provincia di Caserta, ha destato abbastanza clamore nella comunità degli erpetologi e dei fotografi naturalistici, che hanno espresso il giudizio pressoché unanime, che il serpente ritratto sembra molto più lungo delle sue reali dimensioni in quanto sorretto da un bastone e messo in primo piano rispetto alla persona che appare nella fotografia.
Qualche mese fa il signor Franco Catta mi mise al corrente, tramite una comunicazione personale, di una tradizione locale della zona di Galluggio (Caserta) riguardante cosìdette "bisce secolari", chiedendomi se ne avessi mai sentito parlare.
Informatolo della mia totale ignoranza sull'argomento, mi riferì che la zona dell'area wilderness di Fosso di Cocuruzzo era caratterizzata dalla presenza di bisce dal collare (Natrix natrix) di grandi dimensioni, le più grandi delle quali venivano appunto chiamate "bisce secolari" dagli abitanti della zona. Inoltre uno di questi esemplari, che era stato abbattuto, fotografato e misurato, avrebbe raggiunto l'impressionante lunghezza di 350 cm!
Nel 2002 la notizia della scoperta di una nuova specie di centopiede (lungo appena 1 cm) a Central Park (New York), battezzato Nannarrup hoffmani, fece il giro del mondo ed ebbe un'enorme eco nei media. Infatti nonostante le minuscole dimensioni, la scoperta di una nuova specie nel pieno centro di un'enorme metropoli moderna fu ritenuta sorprendente.
Ma se le ultime notizie giunte dal Vietnam troveranno conferma, una scoperta ben più sbalorditiva potrebbe trovare una collocazione ufficiale sui manuali di zoologia...
Il lago Hoan Kiem, sito nel centro storico di Hanoi, capitale del Vietnam, è lungo appena 600 metri e largo 200, ma nonostante le esigue dimensioni riveste un ruolo di grande interesse per gli zoologi. Ho Hoan Kiem in vietnamita significa "lago della spada ritornata" e prende il nome da una curiosa antica leggenda: il re Le Thai To, attraversando il lago, vide emergere un'enorme tartaruga verso cui puntò la sua spada, con la quale aveva combattuto contro i cinesi. La tartaruga afferrò la spada e la sprofondò nelle acque del lago, nelle quali, nonostante le disperate ricerche, non fu mai più ritrovata.

Nonostante questo racconto sia soltanto una leggenda, il fatto che nel lago vivano grandi tartarughe è invece un fatto assodato e documentato, oltre che da centinaia di testimoni oculari, anche dalle pubblicazioni ufficiali. La grande incognita circa queste tartarughe è però stata da sempre la loro collocazione tassonomica. Infatti mentre il Vietnam Red Data Book (una lista delle specie autoctone del Vietnam a rischio di estinzione) le ascrive alla specie Pelochelys bibroni, secondo la Conservation International si tratterebbe invece di Rafetus swinhoei. L'unico dato da sempre realmente certo è quindi che si tratta di trionichidi, tartarughe dotate di un carapace privo del rivestimento corneo esterno, sostituito da un ispessimento della pelle.
Il Prof. Ha Dinh Duc della facoltà di biologia dell'Università di Hanoi, studia questi animali dal 1992 e ha raccolto oltre cento avvistamenti e osservato personalmente queste tartarughe in diverse occasioni. Il fatto che gli avvistamenti siano così pochi, in relazione alle esigue dimensioni del lago e all'elevato numero di turisti che ogni anno vi si reca con la speranza di poterne osservare i famosi abitanti, non deve soprendere: i trionichidi passano infatti la maggior parte del tempo sepolti sotto la sabbia e per respirare gli è sufficiente, di tanto in tanto, estendere il loro lunghissimo collo e fare affiorare in superficie le narici, poste in cima ad una sorta di piccola "proboscide".
Duc ritiene che le caratteristiche morfologiche di questi animali, dalla colorazione alle dimensioni (pubblicò una fotografia di un esemplare di cui stimò le dimensioni in 180 cm, contro i 100 cm delle dimensioni massime raggiunte dalle trionici asiatiche conosciute) siano talmente peculiari da rendere necessaria l'istituzione di una nuova specie, per la quale propose, in una descrizione rimasta inedita (A New Species of the Genus Rafetus from Hoan Kiem Lake of Vietnam) il nome di Rafetus hoankiemensis. La principale critica mossa al lavoro di Duc è da sempre stata la mancanza di materiale genetico che potesse permettere un'obbiettiva comparazione con le specie note, ma nel mese di aprile di quest'anno questo gap è stato colmato e i risultati preliminari sembrano confermare le ipotesi del Professore...
Infatti dopo numerose segnalazioni di un esemplare recante vistose ferite (il numero esatto di questi animali presenti nel lago è sconosciuto, ma le stime indicano non più di 6 individui), il governo dispose istruzioni affinché venisse catturato per potere essere curata. In seguito a questa operazione, terminata con successo, fu raccolto e sequenziato materiale genetico e il dott. Tran Binh dell'Università di Scienza e Tecnologia di Hanoi ha recentemente dichiarato che i test del DNA sembrano dimostrare che possa effettivamente trattarsi di una nuova specie. I risultati sono stati inviati in Svizzera al World Gene Bank e la conferma (o la smentita) di questa scoperta dovrebbe arrivare tra non molto.
La storia della zoologia è ricca di scoperte avvenute attraverso vicissitudini singolari, ma quella del varano dello Yemen è veramente unica nel suo genere.
Nel 1985 l'erpetologo tedesco Wolfgang Bohme stava seguendo alla televisione un documentario sulle regioni centro orientali dello Yemen del nord. Bohme, oltre ad essere un esperto di varani dell'Istituto e Museo di ricerche zoologiche Alexander Koenig di Bonn era anche un membro della Società Internazionale di Criptozoologia e questo spiega piuttosto bene perché a un certo punto del programma sobbalzò dalla sedia...
Kaweau: il geco gigante dei maori
Una lucertola esibita al pubblico per cento anni in un frequentato museo di una grande città europea può essere un animale non ancora descritto, ma conosciuto nelle leggende tribali di una terra lontana? Anche se sembra impossibile questo è quanto insegna la storia del geco gigante della Nuova Zelanda, al quale ho dedicato un dossier nella sezione "criptidi terrestri" (cliccare sul link per consultare l'articolo).
Nel 1873 il Maggiore William Gilbert Mair, che aveva vissuto gran parte della sua vita in Nuova Zelanda, riportò all'interno delle "Transcritions of the New Zealand Institute" un breve accenno a uno strano presunto rettile autoctono della regione:
Posso citare l'esistenza di una grande lucertola di foresta chiamata kaweau dai Maori. Nel 1870 un capo Urewera ne uccise un esemplare nella valle di Waimana e lo descrisse lungo 60 cm, spesso come il polso di un uomo e di colore marrone con strisce longitudinali rosse
di Sandro D'Alessandro.
Quando, oltre tre anni fa, "scoprii" una colonia di Gechi completamente neri che aveva eletto a propria dimora le pietre sconnesse di una "pagliara", mi convinsi di essere davanti ad un gruppo di Gechi di Kotschy (Cyrtodactylus kotschyi o, per dirla con gli ultimi Autori, Cyrtopodion kotschyi), perchè questi Gechi sono l'unica specie, fra le tre presenti nel Salento, per la quale sia stata descritta una tale possibilità di cambiare colore.
- Appuntamenti criptozoologici di Maggio/Giugno 2012
15 May 2012 by Lorenzo Rossi

lorenzo quando sarà messo in vendita il nuovo libro???
Spero entro la fine di maggio. - (Ri)scoperta una nuova specie di coccodrillo
14 May 2012 by Ray Harryhausen

http://i48.tinypic.com/28wgys2.jpg
Dei resti fossili rivenuti tra gli anni Sessanta e Settanta nel bacino del Lago Turkana (Kenya) e "dimenticati"... - Tilacino: estinto?
12 May 2012 by LeonidasJoker

Che è intrigante ma tutt'altro che chiaro. Mi ricorda un po' i presunti chupacabras texani, potrebbe essere di tutto.





