Rob Odgen della Royal Zoological Society of Scotland è stato alquanto diretto nelle sue dichiarazioni in merito alla vicenda:
Avevamo diversi frammenti che abbiamo inserito in una grande sequenza che poi abbiamo confrontato con il database, scoprendo DNA umano. Umano era quello che ci aspettavamo di trovare ed umano è stato quello che abbiamo trovato
Riscoperto il dito dello "yeti" di Pangboche: analisi del DNA previste per oggi
Come si sa, "volte ritornano", ma se la notizia pubblicata questa mattina sul sito internet del Daily Mail non è una bufala, in questo caso si tratterebbe di un ritorno in grado di chiudere per sempre (o aprire...) un altro capitolo nella lunga saga dell'"abominevole uomo delle nevi".
Sembra infatti che dopo oltre 40 anni sia stato finalmente ritrovato il presunto dito di yeti appartenente ad una mano mummificata proveniente dal monastero di Pangboche...
Quando lo Zio Sam credeva allo yeti...
Un documento governativo ufficiale che regolamenta la "caccia" allo yeti tra due stati esteri può sembrare fantascienza, ma è esattamente ciò che è emerso dagli Archivi Nazionali americani...
Una scienza per gli ominidi relitti?
Il Professor Jeff Meldrum della Idaho State University, esperto negli adattamenti della locomozione umana e famoso per le sue ricerche sul bigfoot, ha recentemente varato un interessante progetto editoriale che prende il nome di The Relict Hominoid Inquiry:
Disinformazione Stampa.
Quando ho dato il mio contributo gratuito al mensile "La macchina del tempo" per la preparazione di un "articolo/intervista" sullo yeti (così mi era stato detto: "vogliamo fare un articolone sullo yeti! Intervisteremo te e anche il ricercatore francese che ha analizzato i campioni che hai trovato in Nepal"), non mi aspettavo che tutto andasse come speravo, ma non avrei mai creduto di diventare il testimonial per il lancio di un film (tra l'altro orribile) uscito in questi giorni in DVD.
A parte la palese pubblicità, in fondo più che legittima quando chi la richiede sborsa dei soldi a scapito di chi lavora gratuitamente per crearci attorno una "cornice" che renda il tutto meno spudorato, l'articolo si apre con i soliti luoghi comuni ben sottolineati dalla scelta del titolo: "CACCIATORI DI MOSTRI". (Una scelta molto corretto, dato che mi ero raccomandato, come unica clausola, proprio di evitare una cosa del genere...).
PARIGI - L'esistenza dello yeti, benché discussa, non è respinta a priori da antropologi eminenti. Nel suo recente recente "A la recherche de l'homme" (2002), il paleoantropologo Pascal Picq, capo conferenziere al Collegio di Francia, si fa avvocato della tesi che identifica lo yeti con il gigantopiteco, ricordando la scoperta di peli non identificati attribuiti alla creatura leggendaria, che sono stati oggetto di studi sul DNA all'università di Oxford.
Jane Goodall dalla parte dello yeti.
Durante un'intervista radiofonica Jane Goodall si è dichiarata possibilista riguardo all'esistenza dello Yeti e del Bigfoot. Jane Goodall è la più grande primatologa vivente (e probabilmente della storia) ed ha dedicato la maggior parte della sua vita allo studio sul campo di scimpanzè e bonobi facendo scoperte che hanno rivoluzionato la concezione scientifica sui nostri parenti più prossimi nella scala evolutiva.
E' proprio il caso di dire che una leggenda vivente ha auspicato l'esistenza di un'altra.
Peli di "yeti" al DNA?
GRAN BRETAGNA -Scienziati inglesi sulle orme dello Yeti hanno forse trovato la prova migliore fino ad oggi per dimostrare l'esistenza delle mitica creatura Himalayana: un ciuffo di peli che è stato impossibilie identificare.
Test genetici sui peli, trovati sulla corteccia di un albero in Bhutan, hanno dato esisti negativi se comparati con quelli di altri animali noti.
La scoperta ha notevolmente sorpreso i ricercatori, che credono fermamente che possano appartenere a qualche specie ancora sconosciuta. In Bhutan, una spedizione è stata guidata da un "cacciatore di Yeti" in una foresta ad est del paese, dove era convinto che vivessero questi animali.
Rob McCall, uno zoologo che ha preso parte alla spedizione, ha riferito che il suo team ha prelevato i campioni dall'albero per poi portarli in Gran Bretagna per eseguire su di essi le analisi.
Alpinista americano avvista due yeti?
KATHMANDU - Un esploratore americano dice di avere visto due animali, che potevano essere yeti, durante una spedizione sciistica ad alta quota sul versante cinese del monte Everst.
Craig Calonica ha dichiarato di avere osservato le creature, che camminavano insieme, in posizione eretta, il 17 settembre. Il quarantacinquenne sciatore e scalatore era sulla strada del ritorno verso un campo base a 5,200 metri da un campo a 6,500 metri.
Dice che avevano una folta pelliccia nera e lucida e camminavano in posizione eretta con una leggera flessione verso il basso all'altezza delle spalle.
- Appuntamenti criptozoologici di Maggio/Giugno 2012
15 May 2012 by Lorenzo Rossi

lorenzo quando sarà messo in vendita il nuovo libro???
Spero entro la fine di maggio. - (Ri)scoperta una nuova specie di coccodrillo
14 May 2012 by Ray Harryhausen

http://i48.tinypic.com/28wgys2.jpg
Dei resti fossili rivenuti tra gli anni Sessanta e Settanta nel bacino del Lago Turkana (Kenya) e "dimenticati"... - Tilacino: estinto?
12 May 2012 by LeonidasJoker

Che è intrigante ma tutt'altro che chiaro. Mi ricorda un po' i presunti chupacabras texani, potrebbe essere di tutto.





