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Mostra articoli per tag: loch ness

Il lago Windermere, il più grande lago naturale dell'Inghilterra, ha molti punti in comune con Loch Ness: è di origine glaciale, è una meta turistica molto apprezzata sin dal 1800 e... sarebbe la dimora di grande animale sconosciuto chiamato Bownessie. Un'altra cosa in comune con Loch Ness è il fatto che Bownessie, così come Nessie, non esiste.

Le uniche fotografie che dovrebbero immortalare Nessie durante le sue evoluzioni subacquee, furono ottenute da Robert Rines, in collaborazione con l'Accademia delle scienze Applicate, nell'arco di tempo che va dal 1972 al 1975.

Fin dagli albori della "grande caccia" a Nessie, riuscire ad immortalare l'elusiva creatura su di una pellicola o lastra fotografica per dimostrarne al mondo l'esistenza è stato il sogno di chiunque si sia trovato anche solo una volta nella vita a passeggiare sulle rive del Loch Ness, o in veste di semplice turista incuriosito o nei panni del più agguerrito ricercatore. Nel corso degli anni, presunte ed indistinte fotografie del "mostro" non hanno mancato di fare la loro comparsa su libri e quotidiani alimentando fantasie e passioni, a volte dimostrandosi dei falsi realizzati ricorrendo alle tecniche più disparate, a volte rimanendo misteriose e indecifrabili, ma sempre inconclusive.

Esistono non meno di trenta presunti filmati che pretendono di mostrare Nessie nell'atto di solcare le acque del Loch. Come per le fotografie, un esame di ognuno di essi, oltre che impossibile sarebbe ben poco indicativo. E' stato ampiamente dimostrato che nessuno mostra qualcosa di anomalo riconducibile ad una creatura acquatica sconosciuta. Tra questi quello che più ha fatto parlare di sé, e che per molto tempo è stato considerato quale la migliore prova in assoluto dell'esistenza di Nessie, fu realizzato da Tim Dinsdale, che un giorno decise di abbandonare la sua carriera d'ingegnere areonautico per dedicarsi alla caccia del "mostro"...

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale allo 05/10/2010.

Anni di studi naturalistici hanno incontrovertibilmente dimostrato che quella del "mostro di Loch Ness", ipotetica creatura acquatica scozzese per diverse decadi sotto ai riflettori della criptozoologia, non è nient'altro che una leggenda nata ed evolutasi nel tempo attraverso una serie di diverse cause. Infatti come appureremo in seguito, non è possibile dare una sola soluzione per spiegare anni di presunti avvistamenti, resoconti del passato, fotografie, filmati e rilevamenti sonar, quanto invece un insieme di fenomeni naturali, psicologici e sociologici, in grado di coprire la fenomenologia del mostro di Loch Ness nella sua interezza.

INVERNESS - Nel 1969, l'americano Dan Taylor esplorava il fondale del Loch Ness a bordo del Viperfish: un sottomarino di qualche metro di un giallo particolarmente sgargiante.

Diversi giornali hanno annunciato che Taylor ritenterà l'esperienza durante il corso dell'anno 2000. Loch Ness è saturo di torba, che ne rende scure le acque ed è quindi molto difficile filmare o fotografare qualsiasi cosa già a pochi metri di profondità.