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La prima fotografia in natura di uno scimpanzé gigante di Bili. La prima fotografia in natura di uno scimpanzé gigante di Bili. Karl Ammann

I nativi africani conoscevano la loro esistenza da centinaia di anni, i criptozoologi ne hanno parlato nelle ultime 5 decadi, la prima fotografia ufficiale fu scattata lo scorso anno e pubblicata dal National Geographic, ma le misteriose scimmie di Bili sono salite alla ribalta e all'attenzione dei primatologi soltanto in questo ultimo periodo.

Ecco come il sito di Discovery Channel ha riportato l'incredibile notizia:

Dai rari avvistamenti dei testimoni oculari, ritrovamenti ossei ed una registrazione video, si pensa che questi animali possano raggiungere i due metri e pesare dagli 85 ai 102 kg

Questi dati li renderebbero simili ai gorilla, ma la regione più prossima in cui abitano questi primati è distante circa 500 km dalle foreste di Bili.

Il muso di questi primati è simile a quello del gorilla con tanto di cresta saggitale tipica di questa specie, ma stando agli esperti altre peculiarità anatomiche del cranio sono riconducibili a quelle degli scimpanzé.

 

Queste scimmie costruiscono nidi sul terreno come i gorilla, diversamente dagli scimpanzé che preferiscono dimorare sugli alberi, ma a differenza dei gorilla, che non amano particolarmente l'acqua e preparano un nido nuovo ogni notte, questi primati allestiscono i loro giacigli su terreni acquitrinosi riutilizzandoli a più riprese.

Le feci recuperate sul luogo indicano una dieta essenzialmente frugivora.

Questi elementi fanno pensare alla possibilità che l'animale possa essere una nuova specie di grande primate, ma si è discusso anche di una possibile ibridazione tra scimpanzé e gorilla e di una nuova sottospecie di scimpanzé più grande di circa il 50% di quelle precedentemente conosciute.

I primi testimoni occidentali di queste creature furono i cacciatori europei che esplorarono l'allora Congo Belga nel 1898, le loro testimonianze attirarono l'attenzione del fotografo svizzero Karl Ammann che nel 1996 raccolse testimonianze dai locali circa grandi scimmie talmente forti e feroci da essere in grado di uccidere i leoni.

A parte una piccola punta di amarezza dovuta al fatto che il duro lavoro dei criptozoologi non è stato accennato in nessuno degli articoli riportati un po' ovunque dalle testate di tutto il mondo, l'ufficializzazione della scoperta delle scimmie di Bili, a prescindere da quanto sarà stabilito sul loro status tassonomico, rappresenta una delle vittorie più spettacolari e importanti di questa disciplina.

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