Sebbene notevolmente ridimensionato, il kraken si presentava al giudizio degli scienzati. Da allora il suo nome è Architeuthis dux, il calamaro principe, ormai universalmente conosciuto come "calamaro gigante".
Ridimensionato, sezionato, studiato ed etichettato, il neo-kraken non aveva ancora perso però tutto il suo mistero. Quel poco che si sapeva (e che tuttora sappiamo) proveniva da esemplari morti.
I vari tentativi effettuati da americani e neo zelandesi di filmarne e fotografarne un esemplare nel suo ambiente erano sempre risultati vani.
A riuscire nell'impresa, ufficializzata soltanto ieri notte all'una, sono però riusciti, in data 30 settembre 2004, due ricercatori giapponesi: Tsunemi Kubodera del National Science Museum e Kyoichi Mori dell'Ogasawara Whale Watching Association.
Seguendo le rotte dei capodogli e calando in mare un lungo vericello dotato di apparecchiature fotografiche e di un'esca, il team del Sol Levante non deve avere creduto ai propri occhi quando "qualcosa" ha abboccato all'amo...
Si trattava di un calamaro gigante di 8 metri di lunghezza, filmato per la prima volta durante la sua attività di caccia. L'animale si è avvinghiato all'esca con tale veemenza che durante la fuga ha perso un tentacolo nella trappola che era stata preparata appositamente per lui.
La forza e la voracità del cefalopode hanno stupito molto i ricercatori, fino a quel momento infatti al di là delle congetture, poco si sapeva dell'efficienza venatoria e della reale potenza fisica del principe dei calamari.
L'esemplare immortalato, con i suoi 8 metri non rappresenta certo un gigante tra i giganti: le misure massime certificate superano di poco i 17 metri, ma l'importanza di questo traguardo prescinde dalle dimensioni.
Per la prima volta, il calamaro-kraken, per molti l'unico animale reale che possa davvero considerarsi un mostro degli abissi, a centinaia di anni dalla sua scoperta è stato localizzato e osservato dall'uomo nel suo habitat naturale.
Ma per gli infaticabili ricercatori dei segreti della natura, l'avventura non può dirsi mai conclusa: nell'aprile del 2003 infatti, dalle fredde acque dell'Antartico veniva ripescato il cadavere di un altro grande cefalopode, il calamaro Mesonychoteuthis hamiltoni, descritto per la prima volta nel 1925 a seguito del ritrovamento di due suoi tentacoli nello stomaco di un capodoglio. La lunghezza del suo mantello, 2,5 metri, superava quella di tutti gli Architeuthis studiati sino a quel momento, ma l'esemplare trovato nell'Antartico era ancora immaturo... Secondo quanto riferito dal Dottor. Steve O'Shea, massimo esperto Neo Zelandese di cefalopodi:
Ora possiamo dire che raggiunge una taglia più grande di quella del calamaro gigante. Il calamaro gigante non è più il più lungo e grande che vive là fuori.Era soltanto a metà della sua crescita, la lunghezza del mantello di un esemplare adulto potrebbe superare i 4 metri.
E così il testimone dello status di kraken passava dal "calamaro gigante" al "calamaro colossale".
Ma questa è un'altra storia...





