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Dossier

L'antropologo culturale Roy Wagner dell'Università della Virginia, che negli anni '70 inizio anni '80 aveva condotto numerose ricerche folkloristiche in Papua Nuova Guinea, nel 1982 pubblicò sulle pagine di Cryptozoology un articolo dedicato a un misterioso animale marino conosciuto dai locali dell'isola di Nuova Irlanda con il nome di ri. Nel corso della sua permanenza sul luogo, Wagner aveva raccolto numerose leggende riguardanti i più svariati tipi di creature, ma come gli fece notare uno dei suoi interlocutori, un insegnante di scuola bene istruito, "il ri è diverso, esiste davvero".

Il crisocione (Chrysocyon brachyurus), conosciuto anche come "lupo dalla criniera", è un canide sudamericano diffuso soprattutto nel Brasile meridionale e a nord della Bolivia, ma anche a sud del Paraguay e in alcune zone dell'Argentina. Si tratta di una specie a rischio di estinzione, simile a una grossa volpe dalle lunghe zampe (uno dei suoi nomi locali è aguara guaza, che significa "volpe con i trampoli", ma è maggiormente conosciuto come lobo guarà "lupo rosso"), non imparentata con nessun altro canide diffuso attualmente. La possibilità dell'esistenza di un suo stretto parente di montagna - il crisocione vive esclusivamente nelle pianure -, fu però seriamente ipotizzata dal famoso mammologo tedesco Ingo Krumbiegel...

I sostenitori più accaniti dell'esistenza di Caddy, il leggendario mostro marino della Baia di Cadboro, British Columbia, sono convinti che almeno due esemplari dell'evanescente creatura siano caduti per ben due volte nelle mani dell'uomo: un giovanissimo individuo sarebbe stato catturato dal Capitano William A. Hagelund nel 1968, mentre la carcassa di un altro esemplare sarebbe stata ritrovata all'interno dello stomaco di un capodoglio nel 1937 presso la stazione baleniera di Naden Harbor (inutile ribadire che in entrambi i casi i portentosi reperti non sono stati conservati né esaminati da nessuno zoologo competente).

CARLOS NORES QUESADA(1) y CORINA LIESAU VONLETTOW-VORBECK(2)
(1) Depto. de Biología de Organismos y Sistemas. Facultad de Biología. Universidad de Oviedo. 33071 Oviedo. España.
(2) Laboratorio de Arqueozoología. Depto. Biología. Universidad Autónoma de Madrid. 28049 Madrid. España.

RESUMEN: En el presente trabajo se documenta la que puede ser considerada como la última extinción de megafauna en la Península Ibérica, la del zebro o encebro, desde una doble perspectiva toponímica-historiográfica. Debido a que existen algo más que indicios de que tal animal se correspondiese con el también enigmático Equus hydruntinus del pleistoceno europeo, este estudio representa una primera aproximación hacia la resolución de un enigma en donde la Arqueozoología debe jugar un papel primordial a la luz de lo ya descubierto.

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