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Mostra articoli per tag: bufala

Questo articolo nasce grazie alla curiosità dell'utente Valerio, che sul forum ha chiesto informazioni riguardanti uno strano animale descritto da Adrian Conan Doyle, pilota automobilistico, cacciatore, esploratore e figlio minore del famoso Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes.

Sembra proprio che il successo di un recente mockumentary (ne abbiamo ampiamente parlato qui) sull'improbabile sopravvivenza ai giorni nostri del megalodonte, il più grande squalo ad avere solcato i mari della Terra, abbia stuzzicato la fantasia di molti siti internet "specializzati" nel veicolare notizie completamente fasulle. Di norma lo scopo di siti del genere, che non sempre si premurano di inserire un disclaimer circa l'infondatezza di quanto riportano, è quello di essere mere macchine da "click" per il circuito di social network quali facebook, confondendo però le idee a un'ampia fetta di pubblico generalista in buona fede che spesso crede a quanto riportato.

Così il World News Daily Report, in data 23 settembre 2014 non si è fatto scrupoli a pubblicare, con tanto di foto a corredo, la notizia che un megalodonte di 15 tonnellate lungo 10 metri, era stato catturato al largo delle coste del Pakistan da un gruppo di pescatori locali, con tanto di dichiarazione del sedicente biologo Rajar Muhammar, convinto che il graduale riscaldamento dei mari stava spingendo questi enormi predatori ad avvicinarsi alle coste. La notizia in sé non meriterebbe commento alcuno, infatti la fotografia del presunto megalodonte non è altro che quella di una femmina di squalo bianco lunga 4 metri catturata in Sudafrica nel 2009 (maggiori info qui), ma permette di introdurre informazioni molto più importanti e interessanti, circa le ultime novità che la scienza ha diffuso sull'estinzione di questa gigantesca creatura dei mari.

Catalina Pimento del Museo di Storia Naturale della Florida e Christopher Clements dell'Università di Zurigo, hanno infatti recentemente pubblicato su PlosOne uno studio che prende in esame la documentazione fossile più recente riferita al megalodon applicando ad essa un modello matematico con l'intento di stimarne il più precisamente possibile la data di estinzione, da loro fissata a circa 2,6 milioni di anni fa. La parte più interessante del loro studio, sono però le congetture che dipingono gli scenari e i cambiamenti avvenuti all'ecosistema dei mari dopo la scomparsa del grande predatore. L'estinzione del megalodonte (che presumibilmente si cibava principalmente di cetacei) sembra infatti coincidere con l'aumento delle dimensioni dei misticeti (balene e balenottere) avvenuto lungo il corso del Pleistocene. Visto che le dimensioni corporee sono correlate alle funzioni ecologiche, gli autori propongono che i cambiamenti dei cetacei durante il confine tra Pliocene e Pleistocene, fu il risultato di nuove nicchie ecologiche che vennero occupate dai grandi misticeti. La moderna composizione e funzione ecologica dei cetacei filtratori sarebbe quindi il risultato dell'estinzione del megalodonte.

Una prova in più del fatto che questa evocativa creatura è scomparsa per sempre dai mari del pianeta.

Una curiosità scientifica per qualche tempo avvolta nel mistero, un'ipotesi alternativa al modello classico dell'evoluzione umana e un complotto militare per nascondere l'esistenza di creature da sempre ritenute leggendarie, sono stati gli ingredienti vincenti di Sirene: il mistero svelato.

Si tratta di un fortunato mockumentary prodotto da Discovery Channel, divenuto virale al punto che tantissima parte del pubblico si è interrogata sul fatto che quanto raccontato potesse effettivamente corrispondere a realtà.

Il megalodonte, Discovery Channel e alcuni miti da sfatare... Dopo il successo di un mockumentary dedicato alle sirene, Discovery Channel tenta di ripetere il colpo con una fiction dedicata al gigantesco megalodonte. Ma esistono davvero basi per ritenere che un animale del genere possa esistere ancora?

Clicca per saperne di più

Recentemente il canale satellitare Animal Planet di Discovery Channel ha realizzato un mockumentary, cioè un documentario parodia nel quale quello che viene raccontato è tutto rigorosamente inventato, la cui protagonista è un'ipotesi molto cara a romanzieri, cineasti di B-movie e criptozoologi troppo fantasiosi: la sopravvivenza attuale del megalodonte (Carcharodon (Carcharocles) megalodon).

Poco distante dal comune di Campana (CS), alle pendici della Sila Grande in un'area chiamata Incavallicata, i turisti possono ammirare due grandi formazioni rocciose che secondo l'architetto Domenico Canino potrebbero rappresentare le più grandi sculture preistoriche presenti in Europa.

La notizia del primo esemplare di lince ufficialmente fotografato in Appennino è stata riportata dal sito dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) qualche giorno fa con toni che non sembravano lasciare dubbi sull'effettiva provenienza geografica delle immagini:

L'esemplare, un individuo adulto, è stato fotografato il 19 aprile 2013, poco dopo le 19, nel territorio dell'Azienda faunistico-venatoria "Sasseto Mortano", in comune di Santa Sofia, da [...]. Le foto sono state scattate al margine di una vecchia carrareccia, in un area del medio Appennino forlivese (altitudine 400 m s.l.m.) caratterizzata da fasce boscose, calanchi cespugliati, pascoli e campi coltivati, ricca di ungulati (caprioli, daini, cervi e cinghiali), lepri, fagiani e pernici rosse, tutti animali che rientrano nello spettro alimentare di questo predatore [...] La presenza della lince in questa regione deriva con tutta probabilità da esemplari rilasciati in natura dall'uomo in anni recenti; infatti la specie è stata considerata estinta nell'Italia peninsulare a partire dal XVII secolo. Anche l'immigrazione dall'area alpina, dove attualmente vivono pochissimi esemplari, appare assi poco probabile per ragioni geografico-ambientali e demografiche

La genetista Melba Ketchum afferma di aver sequenziato il DNA del bigfoot, ma non tutti i DNA riescono col buco...
Ecco un riassunto della vicenda che ho scritto per gli amici del CICAP: clicca qui

Era il 28 febbraio del 2011 quando il The Telegraph pubblicò l'impressionante fotografia di un'aquila reale (Aquila chrysaetos) nell'atto di volare via con un agnello ghermito tra gli artigli. L'immagine (in verità più di una) fu scattata da un anonimo birdwatcher presso l'isola di Mull (facente parte delle isole Ebridi scozzesi) e destò ben presto aperti dibattiti tra gli ornitologi. Ad alimentare gli animi non fu tanto la questione se un'aquila reale fosse in grado o meno di trasportare in volo un agnello di piccole dimensioni (impresa assolutamente alla sua portata, potendo gli esemplari più grandi trasportare in linea teorica sino a 4,5 kg per lunghe distanze), quanto invece se l'agnello fosse o meno già deceduto prima di essere portato via dal massiccio rapace.

La non propriamente autorevole testata britannica "The Sun" ha recentemente dato una notizia non indifferente: un mammut è stato avvistato e filmato in Siberia! Il filmato, stranamente non nitidissimo (visibile a fondo articolo), che mostra una grossa creatura attraversare un fiume, sarebbe stato ripreso nella regione autonoma di Chukotka da un non meglio precisato ingegnere che lavora per conto del governo. 

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