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Mostra articoli per tag: dna

Rob Odgen della Royal Zoological Society of Scotland è stato alquanto diretto nelle sue dichiarazioni in merito alla vicenda: 

Avevamo diversi frammenti che abbiamo inserito in una grande sequenza che poi abbiamo confrontato con il database, scoprendo DNA umano. Umano era quello che ci aspettavamo di trovare ed umano è stato quello che abbiamo trovato

Come si sa, "volte ritornano", ma se la notizia pubblicata questa mattina sul sito internet del Daily Mail non è una bufala, in questo caso si tratterebbe di un ritorno in grado di chiudere per sempre (o aprire...) un altro capitolo nella lunga saga dell'"abominevole uomo delle nevi".

Sembra infatti che dopo oltre 40 anni sia stato finalmente ritrovato il presunto dito di yeti appartenente ad una mano mummificata proveniente dal monastero di Pangboche...

"Non è stato nemmeno necessario effettuare l'esame del DNA per poterlo identificare," hanno commentato gli scienziati Sergio Leteller e Jose Yanez, "trovare le ghiandole epidermiche di cui sono dotati esclusivamente i capodogli è stato più che sufficiente."

I capodogli, i più grandi odontoceti in natura, possono nuotare a profondità più elevate rispetto agli altri cetacei. I maschi possono arrivare a misurare fino a 21 metri per un peso di 50 tonnellate. Quando un capodoglio muore, galleggia, andando alla deriva sul mare, finché "Il suo scheletro non si ritrova all'interno di una sorta di sacco, costituito dalla pelle, pieno di ossa," hanno spiegato gli scienziati.

GRAN BRETAGNA -Scienziati inglesi sulle orme dello Yeti hanno forse trovato la prova migliore fino ad oggi per dimostrare l'esistenza delle mitica creatura Himalayana: un ciuffo di peli che è stato impossibilie identificare.

Test genetici sui peli, trovati sulla corteccia di un albero in Bhutan, hanno dato esisti negativi se comparati con quelli di altri animali noti.

La scoperta ha notevolmente sorpreso i ricercatori, che credono fermamente che possano appartenere a qualche specie ancora sconosciuta. In Bhutan, una spedizione è stata guidata da un "cacciatore di Yeti" in una foresta ad est del paese, dove era convinto che vivessero questi animali.

Rob McCall, uno zoologo che ha preso parte alla spedizione, ha riferito che il suo team ha prelevato i campioni dall'albero per poi portarli in Gran Bretagna per eseguire su di essi le analisi.

Quando il celebre Charles Darwin visitò le isole Falkland rimase alquanto incuriosito dall'unica specie endemica di mammifero terrestre lì presente: il canide Dusicyon australis, morfologicamente alquanto diverso dalle altre specie presenti sul continente.

Ufficialmente estintosi nel 1876, il suo mistero è stato recentemente risolto attraverso le pagine del Currenty Biology, che ha riportato i risultati delle analisi del DNA condotte su quattro campioni di esemplari conservati a Londra, Liverpool, Philadelphia e Nuova Zelanda. Sequenziado il genoma mitocondriale i ricercatori hanno scoperto che il parente vivente più prossimo al lupo delle Falkland è il Chrysocyon brachyurus, conosciuto come lupo dalla criniera.