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Mostra articoli per tag: erpetologia

Questo articolo nasce grazie alla curiosità dell'utente Valerio, che sul forum ha chiesto informazioni riguardanti uno strano animale descritto da Adrian Conan Doyle, pilota automobilistico, cacciatore, esploratore e figlio minore del famoso Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes.

William Beebe è stato un famoso naturalista americano pioniere dell'esplorazione subacquea e "padre" dell'ecologia. Nel 1936 salpò verso Isla Cloriòn, facente parte dell'Arcipelago di Revillagigedo, a circa 1.000 km dalla costa occidentale del Messico, dove collezionò diversi insetti, invertebrati marini, uccelli e rettili, tra i quali vi era anche un serpente del genere Hypsiglena, al quale appartengono piccoli Colubridi di circa 40 cm di lunghezza.

Lo tzuchinoko, letteralmente "figlio del martello" è sicuramente il più famoso criptide giapponese. Descritto come un serpente dall'aspetto tozzo e dal veleno letale è segnalato sin dal XIII secolo, ma al giorno d'oggi nessun esemplare è mai stato esaminato dagli scienziati... clicca per saperne di più

Tzuchinoko ("figlio del martello") è il più comune fra gli oltre 40 nomi con i quali in giappone viene indicato un leggendario serpente di piccola taglia che abiterebbe prevalentemente le regioni di montagna delle isole di Honshu, Kyushu e Shikoku. Descritto per la prima volta nel XXIII in alcuni racconti spirituali buddisti, il misterioso animale è stato in epoca moderna l'oggetto di due articoli di Soseki Yamamoto (1973, 1985), che ne stilò una lunga serie di presunti avvistamenti da parte della popolazione locale.

Il geco di terra di Jeypur (Geckoella jeyporensis), scoperto nel 1877 dal colonnello inglese R. H. Beddome, è da sempre stato conosciuto per il singolo esemplare (un maschio) da lui raccolto presso il distretto di Koraput (Odisha, India) e da quel momento mai più segnalato per oltre 130 anni nonostante gli sforzi dei biologi e dei naturalisti.

La svolta a questa infruttuosa ricerca è cominciata a cavallo del 2008-2009, quando il dottorando Ishan Agarwal del Centro di Scienze Ecologiche (Istituto Indiano delle Scienze) decise di cimentarsi nell'impresa spinto dal desiderio di scoprire maggiori informazioni sulla storia evolutiva della misteriosa specie. Il primo passo è stato quello di rintracciare il maggior numero possibile di riferimenti bibliografici relativi a questo geco, nel tentativo di ricostruire il viaggio che Beddome compì oltre un secolo prima nella catena montuosa degli Eastern Ghats, ma l'unico indizio emerso riportava che l'olotipo fu trovato sotto una roccia a 1.200 metri d'altezza presso Patinghe Hill, Jeypur.

La prima spedizione sul campo ebbe luogo nel 2010 senza ottenere nessun risultato, ma nel 2011, contro ogni previsione, una seconda missione è riuscita finalmente a trovare l'evanescente lucertola, il cui studio tassonomico (recentemente reso pubblico) è stato affidato all'erpetologo Aaron M. Bauer (storico membro del Comitato Direttivo della defunta Società Internazionale di Criptozoologia) della Villanova University e a Varad Giri della Società di Storia Naturale di Bombay, che ha rilasciato queste interessanti dichiarazioni:

Sotto molti punti di vista la riscoperta del Geckoella jeyporensis è sintomatica della ricerca erpetologica in India. Ci sono diverse specie che non sono state più segnalate dai tempi della loro descrizione. Sebbene alcune di queste specie possano essere rare, ristrette ad areali limitati o difficilmente osservabili a causa di caratteristiche eco-etologiche come stagionalità, abitudini fossorie* e vita arboricola, molte delle cosiddette 'specie perdute' sono semplicemente non cercate dai biologi da campo

NOTE
In zoologia è definita "fossoria" una specie che vive nel sottosuolo.

In data 6 settembre diversi organi di stampa hanno riportato la notizia, accompagnata da svariate fotografie, di un enorme esemplare di coccodrillo marino (Crocodylus porosus) catturato a sud delle Filippine presso la città di Bunawan sull'isola meridionale di Mindanao.

di Sandro D'Alessandro

STORIE DI PICCOLI GECHI

I diversi Gechi che vivono nel nostro Paese appartengono a 4 specie: il Geco comune (Tarantola mauritanica), l'Emidattilo (Hemydactilus turcicus), il Tarantolino (Phyllodactylus europaeus) ed il Geco di Kotschy (Cyrtodactylus kotschyi). Tre di queste specie appaiono relativamente simili le une alle altre in quanto ad abitudini e ad aspetto. Si tratta infatti di animali provvisti di cuscinetti adesivi che, presenti all'estremità delle dita, favoriscono l'arrampicamento di questi piccoli Rettili su superfici quasi completamente lisce; si tratta di animali che hanno abitudini esclusivamente o principalmente notturne, e che vivono in zone prossime alla costa1. Tutti, tranne uno: il piccolo Geco di Kotschy.

La diffusione su internet delle immagini della presunta gigantesca natrice uccisa presso Galluccio, in provincia di Caserta, ha destato abbastanza clamore nella comunità degli erpetologi e dei fotografi naturalistici, che hanno espresso il giudizio pressoché unanime, che il serpente ritratto sembra molto più lungo delle sue reali dimensioni in quanto sorretto da un bastone e messo in primo piano rispetto alla persona che appare nella fotografia.

Qualche mese fa il signor Franco Catta mi mise al corrente, tramite una comunicazione personale, di una tradizione locale della zona di Galluccio (Caserta) riguardante cosiddette "bisce secolari", chiedendomi se ne avessi mai sentito parlare.

Informatolo della mia totale ignoranza sull'argomento, mi riferì che la zona dell'area wilderness di Fosso di Cocuruzzo era caratterizzata dalla presenza di bisce dal collare (Natrix natrix) di grandi dimensioni, le più grandi delle quali venivano appunto chiamate "bisce secolari" dagli abitanti della zona. Inoltre uno di questi esemplari, che era stato abbattuto, fotografato e misurato, avrebbe raggiunto l'impressionante lunghezza di 350 cm!

Nel 2002 la notizia della scoperta di una nuova specie di centopiede (lungo appena 1 cm) a Central Park (New York), battezzato Nannarrup hoffmani, fece il giro del mondo ed ebbe un'enorme eco nei media. Infatti nonostante le minuscole dimensioni, la scoperta di una nuova specie nel pieno centro di un'enorme metropoli moderna fu ritenuta sorprendente.

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