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Mostra articoli per tag: estinzione

Sul numero di ottobre della rivista The Auk, il giornale scientifico dell'American Ornithologists Union, è apparso un articolo* secondo il quale il picchio imperiale (Campephilus imperialis), il più grande conosciuto (60 cm di lunghezza) e parente stretto del picchio becco avorio, si è probabilmente estinto in Messico nella seconda metà del 20esimo secolo.

Il picchio dal becco avorio (Campephilus principalis), nonostante le sue dimensioni (50 cm) e il vistoso piumaggio bianco e nero, caratterizzato da una cresta rossa sulla testa negli esemplari maschi, non è mai stato, nemmeno all'epoca in era maggiormente diffuso, un uccello semplice da avvistare. Ogni coppia fertile necessita infatti di un territorio di almeno 8 km2.

Sapevate che il termine zebra con cui è conosciuto il famoso equide africano dal manto striato era un tempo utilizzato per descrivere un altro tipo di animale? Furono infatti i missionari portoghesi giunti in Africa a chiamare questi animali zebre, perché molto somiglianti ad un animale di nome zebro,  che diversi autori e documenti legali dei secoli passati indicano come presente nella Penisola Iberica sino al 1540, periodo della sua ipotetica estinzione allo stato selvatico.

Il fumettista e paleoartista Matteo Bacchin ha preparato tre riscostruzioni per l'articolo dedicato al buru pubblicato poco tempo fa sulle pagine del sito. La prima si basa esclusivamente tenendo conto delle descrizioni fornite dai membri del popolo Apatani mentre la seconda e la terza si basano su due presunte identità zoologiche discusse all'interno dell'articolo: un anfibio prossimo al genere Andrias e un dipnoo ("pesce polmonato").

Nel 1951 il giornalista Ralph Izzard diede alle stampe "The hunt for the buru", libro nel quale raccontava la cronaca di una spedizione intrapresa alla ricerca dei leggendari buru, animali palustri che secondo la popolazione Apatani furono uccisi quando le paludi vennero trasformate in risaie. Molti autori hanno generalmente descritto il buru come una sorta di rettile, ma questa interpretazione non trova conferme né nella sua presunta etologia, né nelle descrizioni degli Apatani...

Per saperne di più: La ricerca del buru.

Una lucertola esibita al pubblico per cento anni in un frequentato museo di una grande città europea può essere un animale non ancora descritto, ma conosciuto nelle leggende tribali di una terra lontana? Anche se sembra impossibile questo è quanto insegna la storia del geco gigante della Nuova Zelanda, al quale ho dedicato un dossier nella sezione "criptidi terrestri" (cliccare sul link per consultare l'articolo).

Nel 1873 il Maggiore William Gilbert Mair, che aveva vissuto gran parte della sua vita in Nuova Zelanda, riportò all'interno delle "Transcritions of the New Zealand Institute" un breve accenno a uno strano presunto rettile autoctono della regione:

Posso citare l'esistenza di una grande lucertola di foresta chiamata kaweau dai Maori. Nel 1870 un capo Urewera ne uccise un esemplare nella valle di Waimana e lo descrisse lungo 60 cm, spesso come il polso di un uomo e di colore marrone con strisce longitudinali rosse

(di Lorenzo Rossi e Marco Signore - disegni di Matteo Bacchin).

Nel 1948 Ralph Izzard (1910-1992), corrispondente estero dall'India per il London Daily Mail, mentre si trovava a Delhi venne per caso messo a conoscenza da un funzionario dell'Indian Forestry Service che uno zoologo di nome Charles Stonor aveva scoperto una "valle perduta", nel nord dell'Assam, dove gli abitanti del luogo, il gruppo tribale degli Apatani, avevano in passato ucciso e sepolto dei misteriosi animali che dormivano sotto il fango in inverno e riemergevano in estate durante la stagione dei monsoni.

Relazione presentata al II° Congresso Internazionale "Fauna Problematica - conservazione e gestione". Genazzano, Rome Italy, 2011.

Lorenzo ROSSI.

Abstract.

Stando a Bernard Heuvelmans il compito della criptozoologia consiste nel demitificare il contenuto delle informazioni nel tentativo di aiutare a rendere l'inventario della fauna del pianeta il più completo possibile attraverso l'esame delle cosiddette prove circostanziali, quelle che non sono considerate valide oltre ogni ragionevole dubbio (antiche leggende, testimonianze oculari, tracce, predazioni su altri animali e danni provocati all'ambiente, fotografie o registrazioni di suoni...).

SUMATRA- Un esemplare di lontra di Sumatra, o lontra dal naso peloso (Lutra sumatrana), ritenuta estinta alla fine degli anni '80 del secolo scorso, ma sopravvissuta in piccoli nuclei scoperti agli inizi degli anni '90, è stato fotografato nella Deramakot Forest Reserve di Sabah (Borneo) tramite l'utilizzo di una trappola fotografica.

Questa è una grande notizia per Sabah e dimostra ancora una volta quanto unici e fortunati siamo in termini di fauna selvatica e natura. In aggiunta, questo ritrovamento potrà fare aumentare a livello internazionale gli sforzi per la conservazione di questa specie in pericolo", ha detto il Dr. Laurentis Ambu, direttore del Sabah Wildlife Department. L'ultimo esemplare sicuramente proveniente dalla zona infatti è un campione da museo datato a più di cento anni fa, mentre in tutto il Borneo, l'ultimo esemplare di cui si aveva conoscenza in natura era stato investito da un'auto nel Brunei nel 1997

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