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Mostra articoli per tag: globster

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale al 15/09/2010

Alcune delle più irritanti caratteristiche della maggior parte dei dossiers criptozoologici, sono la povertà delle prove materiali collezionate e le "grandi occasioni" andate perdute: macchine fotografiche che s'inceppano un istante prima dello scatto, filmati che risultano incomprensibili a causa dell'errato uso della telecamera, misteriose carcasse che nessuno zoologo si prende il disturbo di esaminare e dalle quali non viene prelevato nessun campione e reperti che si smarriscono per sempre nei polverosi archivi di qualche museo. Per ciò che concerne le prove relative al caso dei misteriosi resti organici fibrosi ed informi divenuti famosi con il nome di "globster" (termine coniato da Ivan T. Sanderson dalla contrazione di "globular monster"), ritrovati su alcune spiagge del mondo, possediamo numerose fotografie sufficientemente chiare, le testimonianze dei naturalisti che li esaminarono in prima persona e piccole parti di frammenti organici sui quali sono stati compiuti numerosi ed accurati esami in laboratorio.

LOSANNA - Gli esami condotti in Italia, Cile e Stati Uniti sui campioni di tessuto della misteriosa creatura marina arenatasi sulle coste cilene la scorsa estate hanno stabilito che l'enorme carcassa animale apparteneva ad un comune capodoglio, vanificando così l'affascinante ipotesi di una possibile piovra gigante.

In data 03/09/2003 ho donato tutto il materiale fotografico, bibliografico e i campioni di tessuto di cui ero in possesso al Dipartimento di Criptozoologia del Museo Cantonale di Losanna, dando un piccolo contributo agli archivi di Bernard Heuvelmans lì custoditi.

"Non è stato nemmeno necessario effettuare l'esame del DNA per poterlo identificare," hanno commentato gli scienziati Sergio Leteller e Jose Yanez, "trovare le ghiandole epidermiche di cui sono dotati esclusivamente i capodogli è stato più che sufficiente."

I capodogli, i più grandi odontoceti in natura, possono nuotare a profondità più elevate rispetto agli altri cetacei. I maschi possono arrivare a misurare fino a 21 metri per un peso di 50 tonnellate. Quando un capodoglio muore, galleggia, andando alla deriva sul mare, finché "Il suo scheletro non si ritrova all'interno di una sorta di sacco, costituito dalla pelle, pieno di ossa," hanno spiegato gli scienziati.

LOS MUERMOS - La carcassa di un grande animale marino arenatasi in questi giorni lungo le coste del Cile, ha destato un notevole interesse internazionale.

Le prime dichiarazioni rilasciate da Elsa Cabrera, direttrice del CCC, (Centro Cetacei Cileno) durante uno scambio di e-mail con il sottoscritto si sono rivelate alquanto interessanti da un punto di vista criptozoologico, anche se, nonostante le impressionanti fotografie, non si potrà trarre nessuna conclusione prima degli esami dei campioni in laboratorio: