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Mostra articoli per tag: libri

Questa è una domanda che mi sono posto spesso durante i tanti anni che ho dedicato a questa disciplina con curiosità e passione. E il tentativo di trovare una risposta, che non è scontata come potrebbe sembrare all'apparenza, ha richiesto non poco lavoro...

Sin dalla sua prima apparizione in letteratura (avvenuta nel 1959) la parola "criptozoologia", e soprattutto la sua definzione, sono state al centro di grandi dibattiti, tanto che ancora oggi ogni autore propende per una propria visione personale della materia. Uno dei problemi principali in tal senso, come ebbi infelicemente modo di accorgermi molto presto, è che quasi nessuno di quelli che si è occupato di criptozoologia, sia con approccio scettico che entusiastico, conosce a fondo gli scritti e le pubblicazioni di chi della disciplina è considerato il fondatore: Bernard Heuvelmans.

Il motivo di ciò ha molteplici cause, non per forza di cosa legate alla mera pigrizia: molti degli scritti di Heuvelmans risultano poco conosciuti e molto difficili da reperire e la lingua nei quali sono stati redatti spazia dall'inglese, al francese, all'italiano. Paradossalmente l'autore è infatti più conosciuto per i suoi numerosi libri sull'argomento che non per gli articoli nei quali cercò di definire e spiegare la criptozoologia.

Un altro problema non indifferente è che alla fantasia di chi è alla costante ricerca dello straordinario è molto difficile mettere briglie: l'oramai defunta "Società Internazionale di Criptozoologia", fondata negli anni '80 del secolo scorso con lo scopo di attirare i biologi e gli zoologi interessati alla criptozoologia, ma intimoriti dalla sua natura controversa, cadde ben presto in mano alla corrente di pensiero di chi era più interessato a dare la caccia ai mostri piuttosto che a scoprire nuove specie animali.

Da qui alla nascita di gruppi e proliferare di autori che hanno contribuito a dare della criptozoologia un'immagine disorta il passo fu breve.

Negli ultimi anni, un rinnovato interesse verso la materia da un punto di vista strettamente scientifico è stato dovuto all'ottimo operato di autori quali l'ittiologo George Paxton e il paleobiologo Darren Naish, che sono riusciti ad organizzare un simposio sull'argomento con il patrocinio della prestigiosa Zoological Society di Londra con lo scopo di capire se tra le scienze esiste può esistere un posto per la criptozoologia. 

E' bene specificare che su questo argomento si è sempre dibattuto prevalentemente in ambito divulgativo, attraverso blog, libri e articoli non sottoposti a referaggio, piuttosto che su pubblicazioni scientifiche. La possibilità di potere dire la mia in una pubblicazione tecnica, mi è stata data dallo zoologo Francesco Maria Angelici, curatore del recente libro Problematic Wildlife stampato da Springer International. Il libro è dedicato ai casi nei quali la fauna può essere definita come un "problema" che richiede l'intervento dell'uomo, vuoi per mitigare eventuali danni che alcune specie posso creare all'attività  umana, vuoi per applicare misure di salvaguardia e protezione a specie che invece a causa dell'uomo rischiano l'estinzione. 

Angelici ha pensato che anche eventuali specie di cui non è certa l'esistenza potevano rientrare in questo ambito e così mi ha chiesto di scrivere un contributo in merito alla criptozoologia per il suo volume. Il compito non si è rivelato dei più facili, ma alla fine il risultato del mio lavoro ha superato la fase di referaggio (peer review) tipica delle pubblicazioni scientifiche ed è entrato a fare parte dei 26 articoli, scritti da autori di tutto il mondo, che compongono il libro. 

Il mio lavoro è intitolato "Una revisione della criptozoologia: verso un approccio scientifico alla ricerca degli 'animali nascosti'" ed è consistito in un esame approfondito di quanto apparso in letteratura riguardo alla criptozoologia: la sua storia, i tentativi di definirla e le critiche ad essa rivolte. Lo scopo che mi sono prefissato è stato quello di tentare di dare una risposta a queste domande: 

Che cos'è la criptozoologia?

La criptozoologia è una scienza o una pseudoscienza?

La criptozoologia è necessaria?

La criptozoologia si occupa di problemi già affrontati da altre scienze, risultando quindi ad essa rindondante?

Cosa deve cambiare affinché possa essere definita una scienza?

A breve, sul sito, pubblicherò la versione in italiano di questo studio, restate in ascolto :-) 

 

 

  

Una bella e inaspettata notizia per tutti gli amanti della criptozoologia e di quel controverso e affascinante personaggio che ne fu a pieno titolo il fondatore: Bernard Heuvelmans. L'editore Editore l'Oeil Du Sphinx, che nel  2005 lanciò il progetto Bibliothèque Heuvelmansienne, con lo scopo di ristampare le opere di Bernard Heuvelmans, e soprattutto di pubblicare per la prima volta i suoi volumi inediti, è infatti in procinto di lanciare Les Ours insolite d'Afrique, un manoscritto inedito del 1982 provocatorio già dal titolo, considerando che parla della presenza di orsi... in un continente in cui non ci sono orsi. 

Gli appassionati di criptozoologia non possono non conoscere e apprezzare Darren Naish, divulgatore scientifico e paleozoologo presso la University of Southampton. Nel corso degli anni, dalle pagine del suo ottimo blog ha affrontato numerose volte argomenti riguardanti gli "animali nascosti" con interventi sempre puntuali e competenti. Naish si è inoltre sempre contraddistinto per il suo approccio alla criptozoologia, che ritiene, una volta spogliata dalle esagerazioni e dalle idee non scientificamente supportate, ma purtroppo oramai radicate, una disciplina con una propria dignità, che non merita di essere considerata o definita come una pseudoscienza.

L'Endeavour è il nome del mitico brigantino sul quale James Cook salpò il 25 agosto del 1768 alla ricerca di un allora soltanto ipotizzato continente australe. Oggi, dopo 245 anni, un altro Endeavour ha iniziato un viaggio non meno avventuroso: quello nel mondo dell'editoria in un periodo di grande crisi e incertezza.

Giovedì 18 aprile alle ore 21:00 sarò il co-relatore della conferenza "Indagare i Misteri: dagli inganni della mente alla criptozoologia" assieme a Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP. La sede dell'iniziativa è il Museo di Scienze Naturali di Cesena, per l'occasione porterò con me alcune copie del mio libro "Criptozoologia - Animali Misteriosi tra Scienza e Leggenda".

Per qualunque tipo di informazione contattatemi all'e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Nel suo libro Monkey of Amazon del 1854, Alfred Russel Wallace basò le sue teorie sull'evoluzione tramite le osservazioni fatte durante la sua lunga permanenza in Alta Amazzonia. La sua ipotesi delle barriere fluviali prevedeva che il bacino amazzonico fosse una sorta di enorme arcipelago d'acqua dolce i cui fiumi principali fungevano da barriere causanti il fenomeno della speciazione.

L'enigma delle pecore blu (ma come l'autore spiega all'interno del libro non sono né pecore, né blu) è l'ultima opera letteraria di Sandro Lovari, etologo da campo di fama internazionale che dal 1985 è rimasto vittima del fascino dell'Asia sudorientale, in modo particolare del Nepal, dove ha condotto studi sugli ungulati e sui grandi carnivori. Mirabilmente illustrato dall'amico Stefano Maugeri e con prefazione di Piero Angela, è un coinvolgente diario di viaggio che permette di "toccare con mano" quella che oggi, paradossalmente, rischia di diventare "l'altra faccia della zoologia": la raccolta di dati in natura.

Lovari spiega infatti come si stia pericolosamente diffondendo, sia in Italia che all'estero,
la "moda" - molto comoda, ma altrettanto perniciosa - di sostituire la raccolta dati di campo accurati, appropriati e abbondanti,  con esoteriche elaborazioni matematiche o statistiche (talvolta patentamente ciarlatanesche), utilizzando mappe satellitari della vegetazione, sistemi informativi geografici (GIS) e modelli teorici che costano pochissimo tempo, denaro e soprattutto fatica rispetto alla metodica raccolta di validi dati in natura. Ottimi nuovi strumenti di ricerca e di studio, che ci ha messo a disposizione l'informatica, vengono così usati in maniera inappropriata, di fatto generando una fuorviante ignoranza quando risultati più o meno spuri vengono interpretati come veri

Un libro che consiglio caldamente a tutti gli amanti dell'etologia e della natura in generale, che spiega con un linguaggio alla portata di tutti gli equilibri e i rapporti di causa/effetto degli affascinanti ecosistemi asiatici. Leggendo le pagine di Lovari non impareremo soltanto come la salinità del terreno possa aumentare l'"incidenza" di tigri antropofaghe, ma saremo anche incantati dal fascino della natura. E naturalmente, essendo per la maggior parte ambientato nelle regioni himalayane, Lovari (uno dei primi accademici italiani ad essere membro della defunta Società Internazionale di Criptozoologia), non poteva esimersi dal dedicare qualche pagina anche allo yeti, il cui pensiero a riguardo non posso che condividere:

In ogni caso anche se lo yeti non esistesse (come è probabile) e non fosse mai esistito, è comunque bello ed eccitante pensare che forse ci sta aspettando in qualche valle montana. [...] Il mito ci stimola e affascina, lasciamolo in vita... Senza sogni che vita sarebbe? Le immense montagne himalayane sono piene di gole, valli scoscese e foreste poco o per niente frequentate: vedere per credere. La fauna è abbondante: moschi, tahr, bharal, fagiani saguinei, kalij e lofofori, tanto per menzionare qualche esempio. Le foreste offrono vegetali commestibli. Ci sono ovunque caverne e anfratti che costituiscono ottimi ripari. Di acqua ce n'è anche troppa! Personalmente non mi sento di escludere l'improbabile. Mi torna in mente quanto Plutarco scrisse sui dialoghi che Alessandro il Grande avrebbe avuto con dieci filosofi indiani. Alla domanda di Alessandro su quale fosse l'animale più astuto, la lapidaria risposta fu 'Quello che l'uomo non è ancora riuscito a scoprire' 

Ricordo ancora, come fosse ieri, quando nel giugno del 1994, in seguito al mio annuale "pellegrinaggio" al mercatino estivo dei libri usati mi imbattei in un volume dalla copertina un po' inquietante e dal titolo ipnotico: "Gli animali misteriosi. Invenzione o realtà?".

Giovedì 31 gennaio sarò ospite del Museo Civico di Zoologia di Roma per presentare il mio libro Criptozoologia, animali misteriosi tra scienza e leggenda

Dove: Museo Civico di Zoologia (Sala Conferenze) Via Ulisse Aldrovandi, 18 00197 Roma

Quando: 18:00

Ingresso gratuito sino esaurimento posti

Interverranno (oltre al sottoscritto):

Claudio Manicastri (Direttore del Museo Civico di Zoologia)

Elisabetta M. Falchetti (Museo Civico di Zoologia, responsabile delle collezioni dei mammiferi ungulati)

Presentazione dell'autore da parte di Francesco Maria Angelici (Associazione Teriologica Italiana) 

Sperando di vedervi numerosi ringrazio il Prof. Angelici, proponente dell'iniziativa, tutto lo sfaff del Museo Zoologico per averla accolta con entusiasmo, e la Dott.ssa Carla Marangoni per il lavoro di coordinazione.


Martedì 4 settembre alle 18:30, presenterò il mio libro "Criptozoologia, Animali Misteriosi tra Scienza e Leggenda" presso la libreria UBIK di Cosenza (via Galliano 4). Il giornalista Claudio Dionesalvi farà da moderatore.

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