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Mostra articoli per tag: nessie

Aggiornato in data 13/11/2012 grazie a Roberto Labanti

Carl Sagan (1934-1996) è stato un famoso astronomo, divulgatore e filosofo della scienza, portabandiera del cosiddetto scetticismo scientifico. Con un suo articolo dal titolo "C'è un drago nel mio garage", ribadì con grande efficacia un famoso e ineccepibile concetto già introdotto dal filosofo Bertrand Russel, che possiamo sintetizzare in questo modo: l'onere della prova sta a chi asserisce l'esistenza di qualcosa e non a chi la nega.

Siamo in estate, e come ogni estate anche quest'anno i vari media e siti internet non hanno mancato di coprire tutti gli aspetti più frivoli della criptozoologia. Dall'irrinunciabile avvistamento di pantera con video di gatto nero annesso, al tronco galleggiante astutamente spacciato da mostro di Loch Ness dallo skipper di un'imbarcazione che organizza tour guidati sul famoso lago. La notizia più carina giunge però dalla Norvegia ed è stata segnalata sul forum del sito dall'utente ievghenii.

All'interno del dossier dedicato al mostro di Loch Ness è stato fatto un accenno alla teoria di Adrian Shine secondo il quale, viste le sue notevoli dimensioni e longevità, un esemplare di storione introdotto all'interno di un lago può essere all'origine delle leggende su presunti mostri per svariate decadi. Un vecchio articolo del "The New York Times" datato 25 agosto 1984, dal sorprendente titolo "Catturato un mostro marino", sembrerebbe dare un'interessante conferma all'idea di Shine...

Le uniche fotografie che dovrebbero immortalare Nessie durante le sue evoluzioni subacquee, furono ottenute da Robert Rines, in collaborazione con l'Accademia delle scienze Applicate, nell'arco di tempo che va dal 1972 al 1975.

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale allo 05/10/2010.

Anni di studi naturalistici hanno incontrovertibilmente dimostrato che quella del "mostro di Loch Ness", ipotetica creatura acquatica scozzese per diverse decadi sotto ai riflettori della criptozoologia, non è nient'altro che una leggenda nata ed evolutasi nel tempo attraverso una serie di diverse cause. Infatti come appureremo in seguito, non è possibile dare una sola soluzione per spiegare anni di presunti avvistamenti, resoconti del passato, fotografie, filmati e rilevamenti sonar, quanto invece un insieme di fenomeni naturali, psicologici e sociologici, in grado di coprire la fenomenologia del mostro di Loch Ness nella sua interezza.

INVERNESS - Nel 1969, l'americano Dan Taylor esplorava il fondale del Loch Ness a bordo del Viperfish: un sottomarino di qualche metro di un giallo particolarmente sgargiante.

Diversi giornali hanno annunciato che Taylor ritenterà l'esperienza durante il corso dell'anno 2000. Loch Ness è saturo di torba, che ne rende scure le acque ed è quindi molto difficile filmare o fotografare qualsiasi cosa già a pochi metri di profondità.