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Mostra articoli per tag: paleocriptozoologia

Poco distante dal comune di Campana (CS), alle pendici della Sila Grande in un'area chiamata Incavallicata, i turisti possono ammirare due grandi formazioni rocciose che secondo l'architetto Domenico Canino potrebbero rappresentare le più grandi sculture preistoriche presenti in Europa.

Nei mesi di luglio e agosto del 1995 il biologo David Burney e l'archeologo Ramilisonina condussero (a complemento di una ricerca paleontologica e archeologica), un'indagine etnografica presso alcuni piccoli villaggi della costa sudoccidentale del Madagascar (Belo-sur-mer, Antsira e Ambararata), raccogliendo dagli abitanti più anziani interessanti informazioni su due animali apparentemente sconosciuti: il kilopilopitsofy e il kidoky. Clicca per saperne di più.

Articolo realizzato grazie a Simone Gregorio

Nei mesi di luglio e agosto del 1995 il biologo David Burney e l'archeologo Ramilisonina condussero (a complemento di una ricerca paleontologica e archeologica), un'indagine etnografica presso alcuni piccoli villaggi della costa sudoccidentale del Madagascar (Belo-sur-mer, Antsira e Ambararata), raccogliendo dagli abitanti più anziani interessanti informazioni su due animali apparentemente sconosciuti: il kilopilopitsofy e il kidoky.

Anche se la paleontologia, la scienza che studia gli antichi organismi viventi, è una disciplina relativamente recente, i fossili di piante e animali hanno alimentato (e talvolta inquietato) la curiosità dell'uomo sin dai tempi antichi. La prima citazione conosciuta proviene dal filosofo greco Senofane di Colofone, che segnalò l'impronta di una foglia di alloro su di una pietra presso l'isola di Paro ed è soprattutto in Grecia e in Asia centrale che i fossili hanno rivestito un ruolo importante nelle epoche passate. Erano infatti raccolti, acquistati ed esposti.

Nel 1986 il rinomato primatologo tedesco Holger Preuschoft e il suo collaboratore M. Gunther stavano conducendo uno studio sul campo sull'etologia delle popolazioni dei macachi dalla faccia rossa (Macaca fuscata) presso l'isola di Kyushu. Durante la loro lunga permanenza nella zona, scoprirono per puro caso che su un affioramento roccioso in riva al mare della piccola isola di Koshima, era presente una strana impronta fossile. Di aspetto vagamente umano era lunga più di 40 cm e impressa in sedimenti databili al Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa!

"La scienza dei mostri", edito dal CICAP e presentato al Salone del libro di Torino, non è un libro sulla criptozoologia, ma contiene spunti interessanti per la ricerca validi anche per quanto concerne la "scienza degli animali misteriosi" fondata da Bernard Heuvelmans.

L'idea di fondo dell'opera è quella di prendere in esame i mostri "classici" (come Dracula, il lupo mannaro, gli zombie, il mostro di Frankestein, etc.) ed esaminarli sotto un'ottica storica, antropologica e scientifica per comprendere la cause della loro origine e del loro "successo" nell'immaginario collettivo.

Sapevate che il termine zebra con cui è conosciuto il famoso equide africano dal manto striato era un tempo utilizzato per descrivere un altro tipo di animale? Furono infatti i missionari portoghesi giunti in Africa a chiamare questi animali zebre, perché molto somiglianti ad un animale di nome zebro,  che diversi autori e documenti legali dei secoli passati indicano come presente nella Penisola Iberica sino al 1540, periodo della sua ipotetica estinzione allo stato selvatico.

CARLOS NORES QUESADA(1) y CORINA LIESAU VONLETTOW-VORBECK(2)
(1) Depto. de Biología de Organismos y Sistemas. Facultad de Biología. Universidad de Oviedo. 33071 Oviedo. España.
(2) Laboratorio de Arqueozoología. Depto. Biología. Universidad Autónoma de Madrid. 28049 Madrid. España.

Sommario: L'articolo documenta quello che probabilmente può essere considerato come l'ultimo evento di estinzione di megafauna nella Penisola Iberica, vale a dire quello dell'animale localmente noto come zebro o encebro, da una doppia prospettiva toponomica e storiografica. Dato che esistono seri inidizi che l'animale possa corrispondere all'Equus hydruntinus del Pleistocene europeo, l'articolo costituisce il primo tentativo di risolvere questo enigma paleonotologico di lunga data, un enigma sul quale le scoperte archeozoologiche hanno già iniziato a fornire dati.