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Mostra articoli per tag: paleontologia

Il megalodonte, Discovery Channel e alcuni miti da sfatare... Dopo il successo di un mockumentary dedicato alle sirene, Discovery Channel tenta di ripetere il colpo con una fiction dedicata al gigantesco megalodonte. Ma esistono davvero basi per ritenere che un animale del genere possa esistere ancora?

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Poco distante dal comune di Campana (CS), alle pendici della Sila Grande in un'area chiamata Incavallicata, i turisti possono ammirare due grandi formazioni rocciose che secondo l'architetto Domenico Canino potrebbero rappresentare le più grandi sculture preistoriche presenti in Europa.

Grandi protagonisti della fase embrionale della "moderna criptozoologia", i cosiddetti serpenti di mare classificati da Bernard Heuvelmans rappresentano oramai un mito che ben difficilmente potrà trovare un riscontro zoologico oggettivo, perlomeno non nelle svariate morfologie ipotizzate dal naturalista belga. La famosa lista proposta dal padre della criptozoologia nel 1965 risulta infatti contaminata da numerosi vizi di forma e considerazioni soggettive che la rendono del tutto inutilizzabile quando applicata a un caso specifico (nel 1996 Ulrich Magin dimostrò come, se si volessero seguire le indicazioni di Heuvelmans, a Loch Ness vivrebbero quasi tutti gli animali acquatici sconosciuti elencati nel suo monumentale libro Le Grand Serpent-de-Mer).

L'amica Adrienne Mayor mi ha recentemente segnalato questo simpatico articolo di Phil Senter e Pondanesa D. Wilkins della Fayetteville State University, che cerca di "sezionare" l'illustrazione di un drago che appare nell'opera del 1696 Nuovi ritrovamenti divisi in due parti dell'ingegnere civile olandese Cornelius Meyer. 

Nel 2008, un team di paleontologi russi scoprì nella Caverna di Denisova (nei Monti Altai in Siberia) un singolo osso proveniente dal dito di un giovane ominide. Questo reperto, a prima vista insignificante, si trasformò rapidamente in una delle più sensazionali scoperte antropologiche degli ultimi decenni. Tradizionalmente si riteneva che negli ultimi 100.000 anni siano vissute solo due specie di ominide: Homo sapiens e H. neanderthalensis. Nel 2004, nonostante un feroce dibattito che ha mostrato al pubblico i peggiori lati della moderna antropologia, se ne è aggiunta una terza: il piccolo Homo floresiensis dell'Isola di Flores nell'arcipelago indonesiano, estintosi ufficialmente solo 17.000 anni or sono, ben dopo la data ufficiale d'estinzione dei Neanderthal. L'uomo moderno non era più solo.

Anche se la paleontologia, la scienza che studia gli antichi organismi viventi, è una disciplina relativamente recente, i fossili di piante e animali hanno alimentato (e talvolta inquietato) la curiosità dell'uomo sin dai tempi antichi. La prima citazione conosciuta proviene dal filosofo greco Senofane di Colofone, che segnalò l'impronta di una foglia di alloro su di una pietra presso l'isola di Paro ed è soprattutto in Grecia e in Asia centrale che i fossili hanno rivestito un ruolo importante nelle epoche passate. Erano infatti raccolti, acquistati ed esposti.

Nel 1986 il rinomato primatologo tedesco Holger Preuschoft e il suo collaboratore M. Gunther stavano conducendo uno studio sul campo sull'etologia delle popolazioni dei macachi dalla faccia rossa (Macaca fuscata) presso l'isola di Kyushu. Durante la loro lunga permanenza nella zona, scoprirono per puro caso che su un affioramento roccioso in riva al mare della piccola isola di Koshima, era presente una strana impronta fossile. Di aspetto vagamente umano era lunga più di 40 cm e impressa in sedimenti databili al Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa!

La piovra gigante è una delle numerose creature delle quali diversi criptozoologi hanno invano tentato, nel corso degli anni, di dimostrare la reale esistenza. Se però per quanto riguarda il presente non esistono alcun tipo di prove considerabili tali, secondo un ricercatore americano una creatura del genere sarebbe esistita durante il Triassico. Ipotesi molto suggestiva ed affascinante, se non fosse per il piccolo dettaglio di essere supportata da una tesi che sconfina nella fantascienza...