Lo Yeren 50 anni dopo...
Zhou Guoxing, antropologo del Museo di Storia Naturale di Pechino, fa un bilancio dei suoi 50 anni di ricerche sulle tracce del leggendario yeren.
Lo Yeren 50 anni dopo...
Oltre ad avere una ricca tradizione folkloristica relativa al cosiddetto "uomo selvatico" (dove è conosciuto con svariati nomi: renxiong, maoren, shangui, xueren, feifei e il più comune yeren), la Cina è anche uno dei pochi Paesi al mondo ad essersi dedicato attivamente alla sua ricerca. L'interesse scientifico esplose negli anni '50, sulla scia di quanto accadde nell'allora Unione Sovietica in concomitanza con il diffondersi in tutto il globo delle notizie riguardanti lo yeti dell'Himalaya, ma l'apice fu raggiunto nel 1977 e nel 1979, anni in cui l'Accademia Cinese delle Scienze affidò all'antropologo Zhou Guoxing del Museo di Storia Naturale di Pechino, la coordinazione di due spedizioni su larga scala con lo scopo di svelare il mistero una volta per tutte...
Il Kooloo-kamba
I primi racconti e descrizioni riguardanti il Kooloo-kamba, misterioso primate africano diverso sia dal gorilla che dallo scimpanzè, giunsero in Europa in un'epoca nella quale la primatologia era agli albori e le scimmie antropomorfe africane (soprattutto il gorilla) erano ancora circondate da un alone quasi leggendario. Clicca per saperne di più
Ufiti: il fantasma di Nkata Bay
Nell'agosto del 1959 gli abitanti di Nkata Bay, sulla costa ovest del lago Nyasa (Malawi), iniziarono a segnalare avvistamenti di una creatura antropomorfa presso il limitare di una vicina foresta. Le segnalazioni non tardarono a essere confermate: il misterioso animale era apparentemente incuriosito dalla costruzione di una nuova strada e amava restare nei paraggi per osservare i lavori in corso.
Non senza amara ironia, essendo un profondo amante della Natura, Bernard Heuvelmans ebbe una volta a dire che la zoologia è quella disciplina nella quale per festeggiare un battesimo è necessaria una morte invece che una nascita. Le regole della nomenclatura zoologica, impongono infatti l'esistenza di un olotipo per validare l'esistenza di una nuova specie, anche se quest'ultima è molto rara o in via di estinzione. Per questo motivo le notizie di nuove scoperte sono spesso inizialmente corredate da fotografie di esemplari deceduti.
L'incredibile scoperta avvenuta lo scorso anno della "scimmia dal naso all'insù" non ha rappresentato purtroppo un'eccezione alla regola, ma oggi è stata divulgata la prima immagine di uno di questi primati immortalato in natura. La notizia è stata diramata da Flora & Fauna International (lo stesso ente che si è occupato di indagare sul misterioso orang pendek di Sumatra) e l'impresa è stata ottenuta grazie all'uso di una trappola fotografica (il che spiega l'immagine in bianco e nero)
Una scienza per gli ominidi relitti?
Il Professor Jeff Meldrum della Idaho State University, esperto negli adattamenti della locomozione umana e famoso per le sue ricerche sul bigfoot, ha recentemente varato un interessante progetto editoriale che prende il nome di The Relict Hominoid Inquiry:
In occasione del II° Convegno Internazionale "Fauna Problematica - conservatione e gestione" organizzato dall'Università della Tuscia e svoltosi a Roma il 3-4-5 Febbraio 2011, ho avuto l'onore di presentare un articolo dedicato al ruolo delle prove circostanziali nella descrizione e scoperta di nuove specie di Primati dal 2000 ad oggi.
Il ruolo delle prove circostanziali nella scoperta e descrizione di nuove specie di Primati dal 2000 a oggi e implicazioni nella conservazione
Relazione presentata al II° Congresso Internazionale "Fauna Problematica - conservazione e gestione". Genazzano, Rome Italy, 2011.
Lorenzo ROSSI.
Stando a Bernard Heuvelmans il compito della criptozoologia consiste nel demitificare il contenuto delle informazioni nel tentativo di aiutare a rendere l'inventario della fauna del pianeta il più completo possibile attraverso l'esame delle cosiddette prove circostanziali, quelle che non sono considerate valide oltre ogni ragionevole dubbio (antiche leggende, testimonianze oculari, tracce, predazioni su altri animali e danni provocati all'ambiente, fotografie o registrazioni di suoni...).
Il Kooloo-kamba
I primi racconti e descrizioni riguardanti il Kooloo-kamba, misterioso primate africano diverso sia dal gorilla che dallo scimpanzè, giunsero in Europa in un'epoca nella quale la primatologia era agli albori e le scimmie antropomorfe africane (soprattutto il gorilla) erano ancora circondate da un alone quasi leggendario.
- Eccomi qui
- Strana farfalla mai vista
- Mino Milani
16 Mag 2013 da erreesse

La scorsa estate c'è stato un susseguirsi di varii avvenimenti, alla biblioteca di Santa Margherita non sono poi andato. Ma la settimana scorsa ho visto...





