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Mostra articoli per tag: serpenti di mare

Grandi protagonisti della fase embrionale della "moderna criptozoologia", i cosiddetti serpenti di mare classificati da Bernard Heuvelmans rappresentano oramai un mito che ben difficilmente potrà trovare un riscontro zoologico oggettivo, perlomeno non nelle svariate morfologie ipotizzate dal naturalista belga. La famosa lista proposta dal padre della criptozoologia nel 1965 risulta infatti contaminata da numerosi vizi di forma e considerazioni soggettive che la rendono del tutto inutilizzabile quando applicata a un caso specifico (nel 1996 Ulrich Magin dimostrò come, se si volessero seguire le indicazioni di Heuvelmans, a Loch Ness vivrebbero quasi tutti gli animali acquatici sconosciuti elencati nel suo monumentale libro Le Grand Serpent-de-Mer).

Non sempre i figli seguono le orme dei padri, a maggior ragione quando i primi sono soltanto un prodotto dell'ingegno e non persone in carne e ossa. Lo strano caso di Sherlock Holmes e Arthur Conan Doyle è un perfetto esempio di quanto detto: da un lato un detective letterario in grado di risolvere e di riportare nella dimensione del razionale ogni tipo di enigma e mistero grazie alle sue deduzioni, dall'altro un romanziere che per quanto assolutamente geniale, era un seguace dello spiritismo che, anche a causa del grande dolore provocatogli da lutti famigliari, cadde spesso e volentieri vittima di imbrogli anche molto dozzinali. 

I sostenitori più accaniti dell'esistenza di Caddy, il leggendario mostro marino della Baia di Cadboro, British Columbia, sono convinti che in diverse occasioni esemplari dell'evanescente creatura siano caduti nelle mani dell'uomo: tra queste vi è il caso un giovanissimo individuo che sarebbe stato catturato dal Capitano William A. Hagelund nel 1968.

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I sostenitori più accaniti dell'esistenza di Caddy, il leggendario mostro marino della Baia di Cadboro, British Columbia, sono convinti che almeno due esemplari dell'evanescente creatura siano caduti per ben due volte nelle mani dell'uomo: un giovanissimo individuo sarebbe stato catturato dal Capitano William A. Hagelund nel 1968, mentre la carcassa di un altro esemplare sarebbe stata ritrovata all'interno dello stomaco di un capodoglio nel 1937 presso la stazione baleniera di Naden Harbor (inutile ribadire che in entrambi i casi i portentosi reperti non sono stati conservati né esaminati da nessuno zoologo competente).

All'interno del dossier dedicato al mostro di Loch Ness è stato fatto un accenno alla teoria di Adrian Shine secondo il quale, viste le sue notevoli dimensioni e longevità, un esemplare di storione introdotto all'interno di un lago può essere all'origine delle leggende su presunti mostri per svariate decadi. Un vecchio articolo del "The New York Times" datato 25 agosto 1984, dal sorprendente titolo "Catturato un mostro marino", sembrerebbe dare un'interessante conferma all'idea di Shine...

Il lago Windermere, il più grande lago naturale dell'Inghilterra, ha molti punti in comune con Loch Ness: è di origine glaciale, è una meta turistica molto apprezzata sin dal 1800 e... sarebbe la dimora di grande animale sconosciuto chiamato Bownessie. Un'altra cosa in comune con Loch Ness è il fatto che Bownessie, così come Nessie, non esiste.

Probabilmente ad alcuni di voi sarà capitato, facendo visita a un amico che ha viaggiato in Thailandia o Laos o recandovi in quelle terre di persona, di vedere appesa al muro (o in vendita nei negozi di souvenir) una foto impressionante nella quale un gruppo di persone sorregge uno strano, enorme animale, somigliante ad un serpente con una cresta rossa sulla schiena. Sotto all'immagine una dicitura in laotiano, a volte accompagnata da una traduzione in inglese, riporta quanto segue:

Esistono non meno di trenta presunti filmati che pretendono di mostrare Nessie nell'atto di solcare le acque del Loch. Come per le fotografie, un esame di ognuno di essi, oltre che impossibile sarebbe ben poco indicativo. E' stato ampiamente dimostrato che nessuno mostra qualcosa di anomalo riconducibile ad una creatura acquatica sconosciuta. Tra questi quello che più ha fatto parlare di sé, e che per molto tempo è stato considerato quale la migliore prova in assoluto dell'esistenza di Nessie, fu realizzato da Tim Dinsdale, che un giorno decise di abbandonare la sua carriera d'ingegnere areonautico per dedicarsi alla caccia del "mostro"...

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale al 15/09/2010

Alcune delle più irritanti caratteristiche della maggior parte dei dossiers criptozoologici, sono la povertà delle prove materiali collezionate e le "grandi occasioni" andate perdute: macchine fotografiche che s'inceppano un istante prima dello scatto, filmati che risultano incomprensibili a causa dell'errato uso della telecamera, misteriose carcasse che nessuno zoologo si prende il disturbo di esaminare e dalle quali non viene prelevato nessun campione e reperti che si smarriscono per sempre nei polverosi archivi di qualche museo. Per ciò che concerne le prove relative al caso dei misteriosi resti organici fibrosi ed informi divenuti famosi con il nome di "globster" (termine coniato da Ivan T. Sanderson dalla contrazione di "globular monster"), ritrovati su alcune spiagge del mondo, possediamo numerose fotografie sufficientemente chiare, le testimonianze dei naturalisti che li esaminarono in prima persona e piccole parti di frammenti organici sui quali sono stati compiuti numerosi ed accurati esami in laboratorio.

Articolo aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale al 15/07/2013.

Sfogliando le vecchie cronache si potrà apprendere come sin dai tempi antichi misteriose apparizioni di grandi animali marini sconosciuti abbiano turbato la coscienza di marinai e viaggiatori. Queste ipotetiche creature, descritte nel corso degli anni con una molteplicità di forme, colori e dimensioni, sono entrate a fare parte del gergo comune sotto l'etichetta di serpenti di mare, ma nonostante diversi scienziati abbiano cercato, talvolta in modo ingegnoso, talvolta in modo surreale, di fornire loro una possibile identità zoologica, le informazioni attualmente disponibili sembrano relegare molte delle diverse presunte tipologie di serpenti di mare nel reame della leggenda.

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