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Definizione di Criptozoologia

Bernard Heuvelmans nel suo studio di Dordogna, 1986. Bernard Heuvelmans nel suo studio di Dordogna, 1986. Gruppo Criptozoologia Italia

di Lorenzo Rossi.

"Criptozoologia" è un neologismo la cui formulazione è generalmente attribuita allo zoologo belga Bernard Heuvelmans (1916-2001), nella metà degli anni '50. 

[...] Ho coniato il termine "criptozoologia" dalle radici greche di kryptos (nascosto), zoon (animale) e logos (discorso) e non significa altro che "scienza degli animali nascosti [...] (Heuvelmans, 1981).

Heuvelmans dava la prima stesura della codifica di questa disciplina da lui teorizzata nel 1982, a segutio della pubblicazione sull'Interdisciplinary Journal of the International Society of Cryptozoology dell'articolo "What is cryptozoology?".

In esso leggiamo: La criptozoologia è la scienza degli animali nascosti. Mentre la paleontologia scopre e descrive gli organismi del passato, la criptozoologia tenta di fare la stessa cosa con gli animali sconosciuti attualmente viventi. Le ricostruzioni criptozoologiche non sono più fantasiose o illegittime di quelle paleontologiche. [...] L'inventario degli animali sia acquatici che terrestri è lontano dall'essere completo [...] Il ruolo della mitologia è importante, dato che gli animali nascosti si prestano facilmente all'essere notevolmente mitificati. Il compito della criptozoologia consiste nel demitificare il contenuto delle informazioni nel tentativo di rendere l'inventario della fauna del pianeta il più completo possibile.

Abbiamo appurato come lo zoologo belga faccia riferimento ad "animali nascosti" e per capire il significato di questo termine si rende obbligatorio ricorrere ancora alle parole dello stesso: "cosa sono gli "animali nascosti"? Sono quelli più generalmente chiamati "sconosciuti", anche se in genere ben conosciuti dalle popolazioni locali e dei quali anche noi abbiamo se non altro notizie della loro esistenza e di certi loro aspetti circa la morfologia e il comportamento".

Intendendo la criptozoologia come "scienza indiziaria", il concetto di "animali nascosti" inteso all'interno di questo ambito, è nell'idea di Heuvelmans quello di specie animali non ancora ufficialmente conosciute in ambito scientifico, ma sulle quali esistono informazioni ed indizi tali, che uno studio ed un lavoro mirato sul campo potrebbero permetterne l'eventuale scoperta. Va da sé che la scoperta improvvisa e casuale di specie animali di cui non si sospettava minimamente l'esistenza (vuoi perché talmente minuscole o talmente elusive o abitatrici di zone non ancora accessibili all'uomo) non sono direttamente riconducibili alla criptozoologia, che in qualità di "zoologia investigativa" richiede almeno un indizio alla base di una ricerca. Prerogativa alla base di ogni "animale nascosto" studiato dalla criptozoologia deve essere quindi lo status di "etnoconosciuto" (Greenwell, 1985; Arment 2004), riferibile ad una ipotetica specie animale non ancora ufficialmente descritta di cui però si conosca qualche "contatto" con l'uomo.

Constatando la "vaghezza" del termine "animali nascosti", che nel corso degli anni è stato impropriamente utilizzato dai numerosi che affacciandosi all'affascinante disciplina di Heuvelmans; -sia in maniera entusiastica che critica- ne hanno totalmente decontestualizzato la definizione -arrivando a parlare di "animali fantastici" quando non addirittura di "animali immaginari"- in una lettera del 1983 indirizzata all'ISC Newsletter (il bollettino informativo della Società Internazionale di Criptozoologia), John E. Wall di Altone (Manitoba) proponeva l'utilizzo del termine "criptidi" anziché di "animali nascosti".

Giunti al momento di "tirare le somme" possiamo concludere che la criptozoologia intesa secondo i propositi del suo ideatore Bernard Heuvelmans E' una branca della zoologia dedita allo studio e alla ricerca dei criptidi. Dove per criptidi si intendono potenziali specie o sottospecie animali ancora non ufficialmente descritte e attualmente viventi, -a prescindere dalla loro dimensione e collocazione tassonomica- la cui esistenza è fondata solo su prove testimoniali e circostanziali, o evidenze materiali ritenute insufficienti.

Riteniamo opportuno ricorrere per l'ennesima volta alle parole di Heuvelmans per illustrarne una sintesi generale:

"Dopo l'avvistamento, per quanto sia vago e casuale, di una forma animale apparentemente sconosciuta, questo metodo consiste nell'accumulare poco a poco su di esso, a partire dalle fonti più varie, la maggior quantità possibile di informazioni, nell'analizzare questi dati eterogenei, nel compararli e filtrarli, eliminando tutto ciò che è ascrivibile a burle, sviste, o variazioni individuali, fino a giungere ad una sintesi coerente e logica".

Un animale insolito ottiene lo status di "criptide" soltanto alla fine di questa fase, quella cioè che sul piano teorico lo pone come un potenziale appartenente ad nuova specie o sottospecie animale, piuttosto che ad una "individualità straordinaria" (soggetti affetti da gigantismo, deformazioni, albinismo, melansimo, eritrismo etc...). Lo zoologo Richard Greenwell è stato il primo a porre l'attenzione su due categorie non direttamente connesse con la criptozoologia, ma di interesse per quest'ultima: individui aberranti di specie conosciute ("individualità straordinarie") e scoperte di animali precedentemente non "etnoconosciuti".

LA CRIPTOZOOLOGIA COME SCIENZA.

E' inutile negare che questa disciplina non gode affatto di una buona reputazione all'interno della maggior parte del mondo accademico, così come è pacifico, allo stato attuale dei fatti, che la criptozoologia è considerata dai più una "pseudoscienza", categoria nella quale rientrano tutte quelle discipline che utilizzano metodi non tradizionali per tentare di spiegare eventi e fenomeni naturali, ma apparentemente insoliti ed inspiegabili. Una pseudoscienza si avvale a tal fine di metodi differenti dal metodo scientifico (o metodo sperimentale), che fonda la scienza. Per tale motivo viene aggiunto il prefisso "pseudo", che significa "finto", in quanto una pseudoscienza nulla ha da condividere con la scienza. Esempi di pseudoscienze sono l'astrologia, la grafologia e alcune pratiche di medicina alternativa.

E' in effetti vero che nel corso degli anni la criptozoologia ha avuto "problemi d'immagine" spesso imbarazzanti. L'interesse generale verso gli argomenti più strani ed esoterici ha fatto si che, in mano ad esperti autoproclamatisi tali, gli "animali nascosti" siano stati spesso associati agli UFO e ai fantasmi in numerosi libri, documentari televisivi e siti internet "ad effetto". Inoltre la necessità di intrattenere e di stupire è stata la causa per la quale i criptidi più conosciuti dal "grande pubblico" e trattati dai Media siano purtroppo anche quelli meno credibili da un punto di vista biologico, cosicché la maggior parte delle persone che ha sentito parlare di criptozoologia associa immediatamente questo termine al mostro di Loch Ness, al Mokele-Mbembe (presunto dinosauro sauropode africano) o all'innafferrabile Bigfoot.

Stando ad Arment, a causa della povertà nell'analisi dei dati, alla fine degli anni '70 sino agli anni '80 tantissimi indagatori del paranormale iniziarono a raccogliere segnalazioni criptozoologiche in cui gli animali osservati dai testimoni possedevano connotati sovrannaturali. Secondo l'autore la loro esperienza e le loro convinzioni avevano influenzato il loro punto di vista, cosicché se una caratteristica non era spiegale tramite il loro background scientifico, allora era presumibilmente paranormale. Le recenti segnalazioni sulle ipotetiche scorribande della creatura conosciuta con il nome di chupacabras, non fanno che confermare la tesi di Arment. E' infatti evidente che quando condotte da persone prive di un'adeguata preparazione naturalistica, banali aggressioni alle greggi da parte di cani randagi si trasformano con allarmante facilità in casi di predazione di creature misteriose e non convenzionali.

Nonostante questo, per quanto i detrattori ostentino il contrario, è possibile affermare che la criptozoologia possiede tutti i crismi necessari per essere considerata una scienza a pieno titolo, esistono di fatto elementi fondamentali che permettono di discostare la criptozoologia dalle pseudoscienze.

La criptozoologia è obbiettiva: si basa infatti su una serie di elementi che nessuno può contestare:

 

  • l'inventario faunistico del nostro Pianeta non è ancora completo.
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  • ancora oggi si continuano a scoprire animali di grandi dimensioni (anche se come precedentemente spiegato le dimensioni non sono importanti in criptozoologia) sino a quel momento sconosciuti alla scienza.
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  • questi animali rappresentano una scoperta per gli zoologi, ma non per i nativi delle regioni dove sono stati scoperti.
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  • la loro scoperta si prolunga per anni, decadi o perfino secoli dalla data delle prime informazioni che li riguardano (il primo accenno agli scimpanzé giganti di Bili risale al 1800, la loro effettiva scoperta è avvenuta nel 2004).
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  • il loro identikit e affinità zoologiche sarebbero potuti essere stati compilati molto tempo prima della loro scoperta ufficiale.
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  • La criptozoologia promulga tesi verificabili: i criptozoologi utilizzano da decadi fonti bibliografiche, riferimenti citati, metodi di investigazione, analisi biologiche, etc.
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  • La criptozoologia poggia su altre discipline: l'indagine criptozoologica è interdisciplinare poiché fa uso della zoologia, ma anche della paleontologia, anatomia, etologia, ecologia, tassonomia, psicologia, archeologia, linguistica, etc.
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  • La criptozoologia è orientata sul principio dell'economia delle ipotesi: non contraddice le leggi della fisica, al contrario della psicocinesi o della levitazione, poiché l'esistenza di specie e sottospecie animali che non sono state ancora ufficialmente descritte è continuamente confermata da nuove scoperte.

LA CRIPTOZOOLOGIA, SCIENZA INDIZIARIA.

Benoit Grison, biologo e sociologo della scienza, apre il suo studio dei fondamenti metodologici della criptozoologia parlando di una favola pubblicata a Venezia nel 1557 da Michele Tramezzino, dal titolo "I tre prinicipi di Serendippo" (Serendippo è l'antico nome europeo dell'isola di Sri Lanka). Il racconto narra le imprese di tre fratelli di nobile estrazione capaci di descrivere ad un cammelliere incontrato nel corso di un viaggio l'andatura ed il carico di un cammello che quest'ultimo aveva perduto. Le descrizioni dei fratelli furono talmente dettagliate -il cammello è cieco da un occhio, è privo di un dente ed è zoppo- da essere accusati del furto dell'animale in questione. Dinnanzi al giudice spiegarono a quest'ultimo come le tracce lasciate dal cammello e gli indizi deducibili dallo spostamento della vegetazione circostante gli erano stati sufficienti per giungere a conclusioni affidabili: che fosse cieco da un occhio era dimostrato dal fatto che l'erba, pur essendo migliore da un lato della strada, era stata brucata da quello opposto, che fosse privo di un dente lo dimostrava l'erba mal tagliata e che fosse zoppo lo svelavano le impronte lasciate dall'animale sulla sabbia.

Voltaire fu talmente affascinato da questo racconto da includerlo all'interno del suo Zadig (1747) ed il grande evoluzionista Thomas Huxley non esitò a definire in seguito "metodo Zadig" (1888) il passo del libro di Voltaire in cui quest'ultimo era citato. Secondo Huxley l'approccio dei tre fratelli era riconducibile a scienze autentiche, quali ad esempio la Paleontologia, la cui metodologia si fonda di fatto sul "paradigma indiziario".

Il filosofo e chimico americano Charles Sanders Pierce fu il primo a definire questa metodica con il termine di "abduzione", che nella sua concezione della logica della scoperta scientifica viene considerata come [...] il primo passo del ragionamento scientifico.

Secondo l'autore il pensiero umano possiede tre possibilità di creare inferenze, cioé ragionamenti. Queste sono:

  • il ragionamento deduttivo.
  • il ragionamento induttivo.
  • il ragionamento abduttivo.

Nella deduzione la conclusione scaturisce in modo automatico dalle premesse: date regola e caso, il risultato rappresenta semplicemente il rendere esplicito quello che era già implicito nelle premesse:

  • Premessa: tutti gli uomini sono mortali.
  • Premessa: Socrate è un uomo.
  • Risultato: Socrate è mortale .

L'induzione consente invece di ipotizzare una regola a partire da un caso e da un risultato; si basa sull'assunzione che determinate regolarità osservate in un fenomeno continueranno a manifestarsi nel medesimo modo anche in futuro:

  • Premessa: Socrate è un uomo.
  • Premessa: Socrate è mortale.
  • Risultato: Tutti gli uomini sono mortali.

L'abduzione è una forma particolare di induzione, dove la seconda premessa al ragionamento e quindi la conclusione finale non sono certe, ma hanno un certo grado di probabilità almeno pari a quello della seconda premessa. L'abduzione, come l'induzione, non contiene in sé la sua validità logica e deve essere confermata per via empirica. La conferma non potrà mai essere assoluta, ma solo in termini di probabilità.

  • Premessa: Tutti gli uomini sono mortali.
  • Premessa: Socrate è mortale.
  • Risultato: Socrate è un uomo.

Come già precedentemente accennato l'abduzione si rivela fondamentale per le scienze che studiano il passato: lo storico ricava il succedersi degli eventi dai documenti e dalle testimonianze giunte sino al nostro tempo; l'archeologo risale alle abitudini dei popoli antichi basandosi su ciò che rimane delle loro strutture architettoniche od utensili; il paleontologo ricostruisce l'aspetto di un animale preistorico dai frammenti del suo scheletro e ponderando questi pochi elementi può concludere se si trattava di un animale acquatico o terrestre, carnivoro od erbivoro, rettile o mammifero e così via.

LA CORONA DI ARCHIMEDE, UN PERFETTO ESEMPIO DI ABDUZIONE.

Il tiranno Ierone, protettore ed amico del grande genio matematico greco Archimede, decise di ricorrere a lui per risolvere una questione che gli stava a cuore: sapere con certezza se l'orafo a cui aveva commissionato la sua corona, avesse utilizzato per realizzarla tutto l'oro che il tiranno aveva lui consegnato per compiere il lavoro, o se quest'ultimo si fosse tenuto per sé parte del prezioso minerale inserendo nella corona elementi meno nobili e rari come rame ed argento. Archimede sapeva bene che pesare la corona non avrebbe portato a nessuna conclusione certa: l'orafo avrebbe potuto aggiungere gli altri metalli fino a raggiungere il peso dell'oro che gli era stato assegnato...

Mentre meditava sul da farsi decise di concedersi un bagno rilassante e sovrapensiero si immerse nella vasca facendo da essa trabordare una certa quantità d'acqua. Questo fatto fece accendere ad Archimede la proverbiale lampadina: la quantità d'acqua uscita doveva essere uguale al volume del suo corpo immerso. Per risolvere il problema posto da Ierone sarebbe stato così sufficiente immergere la corona d'oro in una bacinella e misurare il volume dell'acqua fuoriuscente, che avrebbe dovuto essere il medesimo di quello ottenuto immergendo un cubo d'oro puro tale e quale quello consegnato da Ierone all'orafo.

In questo racconto, sia esso reale o una leggenda, Archimede opera secondo il meccanismo logico dell'abduzione: osservando un dato di fatto, la fuoriuscita dell'acqua, aggiunge una seconda premessa che è probabile, ma non certa: l'acqua uscita potrebbe equivalere al volume del suo corpo immerso. Trae infine una conclusione: "se la corona è tutta d'oro, una volta immersa farà uscire un volume d'acqua pari al suo", che ha la medesima probabilità della seconda premessa.

Sarà poi il metodo empirico scientifico a stabilire la validità o meno di questo processo di abduzione.

CRIPTOZOOLOGIA E PRATICA GIUDIZIARIA.

L'analisi zoologica critica riguardante una presunta specie animale ancora sconosciuta si fonda di fatto sugli stessi principi che delineano una prova scientifica di tipo giuridico. Esistono tre tipi di prove o evidenze su cui si basa ogni inchiesta legale:

-prove autoptiche: sono quelle oggettivamente "visibili al mondo intero", il cadavere di un animale sconosciuto od una sua foto o filmato inequivocabile per quanto riguarda la criptozoologia, od il video del criminale nell'atto del reato (videocamere di sorveglianza) per quanto concerne un crimine. Questo tipo di prova è quello più raro, di fatto la maggior parte delle inchiesete giudiziare si basa sulla plausibilità piuttosto che sulla certezza. Persino in zoologia esistono casi, specialmente in campo cetologico ed ornitologico, di animali la cui unica documentazione si basa su avvistamenti di ricercatori considerati autorevoli.

-prove circostanziali: molto più comuni delle precedenti, si tratta fondamentalmente di "indizi concomitanti". Impronte lasciate sul terreno, predazioni, tracce di peli, squame, piume (da una penna che ornava un souvenir comprato in Africa dallo zoologo Herbert Lang nel 1913, si risalì all'esistenza di una specie sconosciuta di pavone, ufficialmente scoperta e descritta 23 anni dopo con il nome di Afropavo congensis), o registrazioni di richiami (partendo dai quali sono state individuate ad esempio nuove specie di lemuri in Madagascar) possono essere viste come la scoperta del cadavere, dell'arma del delitto o di frammenti di pelle sotto le unghie della vittima in un caso di omicidio.

-prove testimoniali: sono quelle più largamente diffuse, ma anche (nella maggior parte dei casi) le più imprecise e "stigmatizzate", in quanto gli studi di Psicologia Sperimentale hanno dimostrato l'inaffidabilità della memoria umana e del sistema cognitivo durante l'immagazzinamento dei dati. Così come accade per la testimonianza di un reato, anche per quanto concerne l'avvistamento di un animale apparentemente sconosciuto è assolutamente indispensabile un vaglio rigorosissimo.

La prima fase di un'idagine criptozoologica, quella cioè di valutare l'esistenza di un animale come plausibile oppure no, deve essere vista maggiormente sotto un'ottica di retorica argomentativa piuttosto che di rigorosa dimostrazione scientifica, ma in una seconda fase, che può arrivare anche molto più tardi, la realtà della specie enigmatica dovrà essere provata concretamente, ed accessoriamente, l'esattezza della sua identificazione zoologica (Grison, 1999), al contrario di quanto accade per un'inchiesta legale, la sola plausibilità non è sufficiente.

Bibliografia essenziale.

ARMENT, Chad (2004). Cryptozoology - Science & Speculation. Coachwhip Pubblications (Landsville, Pennsylvania).
GREENWELL, Richard J. (1985). A Classificatory System for Cryptozoology. Interdisciplinary Journal of the International Society of Cryptozoology. Vol. 4 - 1985.
GRISON, Benoit (1999). Le paradigme indiciaire: fondements methodologiques de la Cryptozoologie.
HEUVELMANS, Bernard (2007). The natural history of hidden animals. Kegan Paul (London & New York).
HEUVELMANS, Bernard (1982). What is cryptozoology? Interdisciplinary Journal of the International Society of Cryptozoology. Vol. 1 - Winter 1982.