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Storia

La nascita della criptozoologia.

E' fuori discussione che tutte le nuove scienze e tutte le nuove ed originali discipline scientifiche sono perlopiù chiaramente definite dal loro metodo piuttosto che dai loro obbiettivi. Se il mero scrivere storie di intrattenimento sugli animali non rende uno scrittore uno zoologo, così riportare incontri con animali non identificati di qualunque tipo non fa di un reporter un criptozoologo. Questa è la ragione per cui la pubblicazione nel 1892 dell'opera "The Great Sea-Serpent" dello zoologo Olandese Antoon Cornelis Oudemans (1858-1943) costituisce il passo più decisivo verso la costruzione della criptozoologia.

Senza dubbio stimolato dalla brillante dissertazione del Reverendo J.G. Wood, Oudemans si adoperò per ottenere informazioni più complete e precise, non solo dell'anatomia esterna del serpente di mare, ma anche della sua fisiologia, cioé le funzioni degli organi, sulla sua etologia, cioé il comportamento, così come sulla distribuzione geografica, in modo da descrivere la sua posizione nel Systema Naturae con la massima precisione possibile.

La "nuova onda" della criptozoologia.

Sin dall'alba del XX secolo, specialmente per il sensazionalismo causato dalla scoperta dell'Okapi, la ricerca del quale si era basata soltanto su voci, ma che fu portata avanti intensivamente, con tenacia e diligenza, un grande numero di commentatori di storia naturale ed anche qualche zoologo professionista iniziarono a dedicare articoli o parti di libri agli animali misteriosi che sembravano ancora in attesa di essere scoperti.

Possono qui essere menzionati alcuni divulgatori scientifici come Henri Eugène Victor Coupin (nato il 1868), per il suo libro "Les animaux excentriques" (1900); il giornalista reporter Victor Forbin (nato nel 1864), per un articolo su "Sciences et voyages" sulla possibile sopravvivenza di certi organismi fossili (1920), riassunto nel 1922 per "Je sais tout", dal fondatore della speleologia francese Norbert Casteret (1897); sua moglie Elisabeth, per la serie di articoli sugli animali "immemorabili" anch'essi pubblicati su "Sciences et voyages" nel 1926; ed infine Louis Marcellin, uno degli eruditi pilastri del "Chasseur Francais" di Saint-Etienne, per un articolo sugli animali ancora sconosciuti che apparve su "Sciences et Voyages" nel 1949 e che affrontava il problema con grande completezza.

In Gran Bretagna i fossili viventi diventano di moda.

Su un altro fronte, ed in modo leggermente diverso, i liberi pensatori della scienza si opposero presto al dogma di Cuvier oltre a quello che condannava gli zoologi-esploratori alla disperazione: il fatto che gli animali della "preistoria" creduti viventi solo in un remoto passato, non furono mai contemporanei all'uomo e che certamente non potevano essere sopravissuti sino alla nostra epoca per spiegare certe misteriose creature avvistate in tempi attuali.

Uno dei primi a prevedere possibili sopravvivenze di questo tipo fu il naturalista ed esploratore francese Jean Baptiste Bor de Saint Vincent (1780-1846), che è considerato uno dei pionieri della divulgazione delle scienze naturali. Nell'articolo "Animali Perduti" che scrisse per "L'encyclopedie moderne", pubblicata dal 1822 al 1830, non esitò a dire che, se le tradizioni nativo-americane dovevano essere credute, i mastodonti potevano essere ancora vivi, probabilmente attorno all'alta zona della St. Lawrence Valley, in Canada. Inoltre confermò le ipotesi del Presidente Jefferson circa la sopravvivenza del megalonyx, che era stato nel frattempo correttamente identificato in un bradipo terrestre di grandi dimensioni.

Prefazione

Il mio primo approccio alla lingua francese fu una doccia fredda...

Era il 1999 quando poco più che ventenne mi vidi recapitare dal postino una grande busta che riportava nella dicitura del mittente "Gruppo Criptozoologia Italia". Avevo infatti scoperto soltanto qualche anno prima che la "passione" che sin da bambino mi faceva ritagliare e collezionare tutti gli articoli di giornale inerenti gli "animali misteriosi" (non importa se minuscoli come un topo o grandi come un elefante) era stata (ben prima che io nascessi) elevata a scienza da uno oscuro zoologo franco belga dallo strano cognome, un certo Bernard Heuvelmans (la cui biografia cronologica completa è accessibile cliccando qui) e che, ancora più recentemente, esisteva in Italia (da ben tredici anni) un Gruppo di studio fondato dallo storico direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, il Prof. Franco Tassi, appositamente dedicato alla divulgazione di questa affascinante disciplina: il Gruppo Criptozoologia Italia.