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Lorenzo Rossi

Lorenzo Rossi

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"Molto grande, color ocra scuro, con la criniera lunga e folta che arriva fino a metà schiena e che copre fittamente anche le parti sottostanti...". Con queste parole il naturalista inglese Richard Lydekker descriveva il leone berbero (Panthera leo leo), che con i suoi 3 metri di lunghezza per oltre 220 kg di peso era la più grande tra le sottospecie di leone viventi in epoca moderna. 

Continua l'inchiesta di Peter J Hocking su possibili nuove specie di mammiferi peruviani. Clicca qui per saperne di più.

Ecco la seconda parte della checklist di presunti mammiferi sconosciuti peruviani stilata dallo zoologo Peter J. Hocking. Chi dovesse imbattersi in questo articolo per la prima volta può trovare la prima parte qui per capire di cosa si tratta e conoscere la figura di Hocking. 

Lo zoologo peruviano Perter J. Hoking sulle tracce di possibili specie di mammiferi ancora sconosciute: clicca per saperne di più

I lettori hanno già avuto modo di conoscere lo zoologo Peter J. Hocking e la sua passione per la criptozoologia in un articolo dedicato alle sue segnalazioni di felini apparentemente insoliti in Perù (qui), ma le sue ricerche sulle tracce di specie potenzialmente ancora sconosciute alla scienza coprono uno spettro molto più ampio della biodiversità terrestre.

Questo articolo nasce grazie alla curiosità dell'utente Valerio, che sul forum ha chiesto informazioni riguardanti uno strano animale descritto da Adrian Conan Doyle, pilota automobilistico, cacciatore, esploratore e figlio minore del famoso Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes.

Sembra proprio che il successo di un recente mockumentary (ne abbiamo ampiamente parlato qui) sull'improbabile sopravvivenza ai giorni nostri del megalodonte, il più grande squalo ad avere solcato i mari della Terra, abbia stuzzicato la fantasia di molti siti internet "specializzati" nel veicolare notizie completamente fasulle. Di norma lo scopo di siti del genere, che non sempre si premurano di inserire un disclaimer circa l'infondatezza di quanto riportano, è quello di essere mere macchine da "click" per il circuito di social network quali facebook, confondendo però le idee a un'ampia fetta di pubblico generalista in buona fede che spesso crede a quanto riportato.

Così il World News Daily Report, in data 23 settembre 2014 non si è fatto scrupoli a pubblicare, con tanto di foto a corredo, la notizia che un megalodonte di 15 tonnellate lungo 10 metri, era stato catturato al largo delle coste del Pakistan da un gruppo di pescatori locali, con tanto di dichiarazione del sedicente biologo Rajar Muhammar, convinto che il graduale riscaldamento dei mari stava spingendo questi enormi predatori ad avvicinarsi alle coste. La notizia in sé non meriterebbe commento alcuno, infatti la fotografia del presunto megalodonte non è altro che quella di una femmina di squalo bianco lunga 4 metri catturata in Sudafrica nel 2009 (maggiori info qui), ma permette di introdurre informazioni molto più importanti e interessanti, circa le ultime novità che la scienza ha diffuso sull'estinzione di questa gigantesca creatura dei mari.

Catalina Pimento del Museo di Storia Naturale della Florida e Christopher Clements dell'Università di Zurigo, hanno infatti recentemente pubblicato su PlosOne uno studio che prende in esame la documentazione fossile più recente riferita al megalodon applicando ad essa un modello matematico con l'intento di stimarne il più precisamente possibile la data di estinzione, da loro fissata a circa 2,6 milioni di anni fa. La parte più interessante del loro studio, sono però le congetture che dipingono gli scenari e i cambiamenti avvenuti all'ecosistema dei mari dopo la scomparsa del grande predatore. L'estinzione del megalodonte (che presumibilmente si cibava principalmente di cetacei) sembra infatti coincidere con l'aumento delle dimensioni dei misticeti (balene e balenottere) avvenuto lungo il corso del Pleistocene. Visto che le dimensioni corporee sono correlate alle funzioni ecologiche, gli autori propongono che i cambiamenti dei cetacei durante il confine tra Pliocene e Pleistocene, fu il risultato di nuove nicchie ecologiche che vennero occupate dai grandi misticeti. La moderna composizione e funzione ecologica dei cetacei filtratori sarebbe quindi il risultato dell'estinzione del megalodonte.

Una prova in più del fatto che questa evocativa creatura è scomparsa per sempre dai mari del pianeta.

In occasione di un evento dedicato alla notte di Halloween, terrò una conferenza al Museo di Scienze Naturali di Cesena dove ci addentreremo nel folklore, i miti e le leggende, cercando di dare risposte a dubbi e curiosità sul rapporto tra uomini e lupi.

Come sono nate le leggende sui lupi mannari? Esiste davvero uno stato clinico definito licantropia? Quanto possiamo dare credito alle storie di bambini allevati dai lupi? E chi, o cosa era, la famosa Bestia del Gévaudan, che tra il 1764 e il 1767 uccise più di 100 persone?

Vi aspetto venerdì 31 ottobre alle 21:00 presso il Museo di Scienze Naturali di Cesena.

Piazza Zangheri, 6 - 47522 Cesena (FC)
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: 328 2637886

 

Una curiosità scientifica per qualche tempo avvolta nel mistero, un'ipotesi alternativa al modello classico dell'evoluzione umana e un complotto militare per nascondere l'esistenza di creature da sempre ritenute leggendarie, sono stati gli ingredienti vincenti di Sirene: il mistero svelato.

Si tratta di un fortunato mockumentary prodotto da Discovery Channel, divenuto virale al punto che tantissima parte del pubblico si è interrogata sul fatto che quanto raccontato potesse effettivamente corrispondere a realtà.

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