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Lorenzo Rossi

Lorenzo Rossi

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Quest'anno avrò il piacere di essere ospite dell'edizione 2016 del Fake Festival, che si terrà il 21 e 22 maggio presso il Falseum del Castello di Verrone, un museo unico in Italia, interamente dedicato all'influenza che il "falso" ha avuto nella storia e nella società.  

All'interno di un programma molto ricco e interessante, vi aspetto per un doppio appuntamento dedicato a un pubblico di tutte le età.  

Il primo incontro, rivolto ai bambini, è fissato a sabato 21 maggio dalle 21.30 alle 23:  Notte al Falseum: caccia al tesoro e laboratorio di criptozoologia fantastica.

Il secondo incontro, dedicato agli adulti, è invece in programma per domenica 22 maggio dalle 14.30 alle 16.00, per parlare del mito delle sirene e del suo rapporto con la zoologia.  
 

Falseum – Museo del Falso e dell'Inganno Via della valletta 1 - 13871 VERRONE


Il rapporto tra paleontologia e folklore è un campo molto affascinante portato alla ribalta dall'autrice Adrienne Mayor nella sua opera The First Fossil Hunters: Paleontology in Greek and Roman Times, all'interno della quale si prende in esame la possibilità che il ritrovamento di fossili nell'antichità, possa essere stato la causa della nascita dei miti dell'epoca classica riguardanti creature mostruose.

Noi non ne conosciamo le profondità, né le moltitudini di creature che vi dimorano. Mostri. Sono realtà?

Testo di Francesco Tiralongo

Sono oramai passati 30 anni circa da quando lo zoologo tedesco François De Sarre descrisse nel Mare Adriatico, in Croazia, la specie Lipophrys heuvelmansi, appartenente alla famiglia Blenniidae. De Sarre, che oltre a essere uno zoologo specializzato in ittiologia, estendeva i suoi studi fino alla criptozoologia, volle dedicare la sua scoperta a Bernard Heuvelmans, zoologo belga ritenuto il fondatore di quest'ultima disciplina.

Traduzione in italiano del capitolo 26 "A Review of Cryptozoology: Towards a Scientific Approach to the Study of "Hidden Animals", dal libro "Problematic Wildlife"  

Introduzione

Criptozoologia è un termine che indica una branca della zoologia generalmente considerata una pseudoscienza (Simpson 1984; Prothero 2007; Dubois and Nemésio 2007; Loxton and Prothero 2013) dedita allo studio di specie animali la cui esistenza non è supportata da evidenze empiriche, ma ipotizzata attraverso informazioni indirette ed incerte come tradizioni orali, testimonianze oculari o evidenze fisiche inconclusive.

Questa è una domanda che mi sono posto spesso durante i tanti anni che ho dedicato a questa disciplina con curiosità e passione. E il tentativo di trovare una risposta, che non è scontata come potrebbe sembrare all'apparenza, ha richiesto non poco lavoro...

Sin dalla sua prima apparizione in letteratura (avvenuta nel 1959) la parola "criptozoologia", e soprattutto la sua definzione, sono state al centro di grandi dibattiti, tanto che ancora oggi ogni autore propende per una propria visione personale della materia. Uno dei problemi principali in tal senso, come ebbi infelicemente modo di accorgermi molto presto, è che quasi nessuno di quelli che si è occupato di criptozoologia, sia con approccio scettico che entusiastico, conosce a fondo gli scritti e le pubblicazioni di chi della disciplina è considerato il fondatore: Bernard Heuvelmans.

Il motivo di ciò ha molteplici cause, non per forza di cosa legate alla mera pigrizia: molti degli scritti di Heuvelmans risultano poco conosciuti e molto difficili da reperire e la lingua nei quali sono stati redatti spazia dall'inglese, al francese, all'italiano. Paradossalmente l'autore è infatti più conosciuto per i suoi numerosi libri sull'argomento che non per gli articoli nei quali cercò di definire e spiegare la criptozoologia.

Un altro problema non indifferente è che alla fantasia di chi è alla costante ricerca dello straordinario è molto difficile mettere briglie: l'oramai defunta "Società Internazionale di Criptozoologia", fondata negli anni '80 del secolo scorso con lo scopo di attirare i biologi e gli zoologi interessati alla criptozoologia, ma intimoriti dalla sua natura controversa, cadde ben presto in mano alla corrente di pensiero di chi era più interessato a dare la caccia ai mostri piuttosto che a scoprire nuove specie animali.

Da qui alla nascita di gruppi e proliferare di autori che hanno contribuito a dare della criptozoologia un'immagine disorta il passo fu breve.

Negli ultimi anni, un rinnovato interesse verso la materia da un punto di vista strettamente scientifico è stato dovuto all'ottimo operato di autori quali l'ittiologo George Paxton e il paleobiologo Darren Naish, che sono riusciti ad organizzare un simposio sull'argomento con il patrocinio della prestigiosa Zoological Society di Londra con lo scopo di capire se tra le scienze esiste può esistere un posto per la criptozoologia. 

E' bene specificare che su questo argomento si è sempre dibattuto prevalentemente in ambito divulgativo, attraverso blog, libri e articoli non sottoposti a referaggio, piuttosto che su pubblicazioni scientifiche. La possibilità di potere dire la mia in una pubblicazione tecnica, mi è stata data dallo zoologo Francesco Maria Angelici, curatore del recente libro Problematic Wildlife stampato da Springer International. Il libro è dedicato ai casi nei quali la fauna può essere definita come un "problema" che richiede l'intervento dell'uomo, vuoi per mitigare eventuali danni che alcune specie posso creare all'attività  umana, vuoi per applicare misure di salvaguardia e protezione a specie che invece a causa dell'uomo rischiano l'estinzione. 

Angelici ha pensato che anche eventuali specie di cui non è certa l'esistenza potevano rientrare in questo ambito e così mi ha chiesto di scrivere un contributo in merito alla criptozoologia per il suo volume. Il compito non si è rivelato dei più facili, ma alla fine il risultato del mio lavoro ha superato la fase di referaggio (peer review) tipica delle pubblicazioni scientifiche ed è entrato a fare parte dei 26 articoli, scritti da autori di tutto il mondo, che compongono il libro. 

Il mio lavoro è intitolato "Una revisione della criptozoologia: verso un approccio scientifico alla ricerca degli 'animali nascosti'" ed è consistito in un esame approfondito di quanto apparso in letteratura riguardo alla criptozoologia: la sua storia, i tentativi di definirla e le critiche ad essa rivolte. Lo scopo che mi sono prefissato è stato quello di tentare di dare una risposta a queste domande: 

Che cos'è la criptozoologia?

La criptozoologia è una scienza o una pseudoscienza?

La criptozoologia è necessaria?

La criptozoologia si occupa di problemi già affrontati da altre scienze, risultando quindi ad essa rindondante?

Cosa deve cambiare affinché possa essere definita una scienza?

A breve, sul sito, pubblicherò la versione in italiano di questo studio, restate in ascolto :-) 

 

 

  

Mercoledì 4 novembre ho l'onore e l'immenso piacere di tenere una conferenza sulla criptozoologia assieme all'amico Paolo Degiovanni al Muse di Trento, il principale Museo di Scienze in Italia, punto di riferimento anche in Europa. 

La conferenza rientra in "M'ammalia. La settimana dei mammiferi" (30 ottobre - 8 novembre 2015) e per l'occasione interverrà in apertura Filippo Zibordi, segretario dell'Associazione Teriologica Italiana. Durante la conferenza presenterò in anteprima le conclusioni di una "revisione sistematica" della criptozoologia che sarà pubblicata a dicembre all'interno del volume "Problematic Wildlife" edito dal noto zoologo italiano Francesco Maria Angelici e pubblicato da Springer International. 

Tra bufale, scoperte inaspettate e misteri da risolvere, la conferenza ruoterà attorno a una domanda di non facile risposta: la criptozoologia potrà essere considerata una scienza o è destinata a restare confinata nell'ambito delle pseudoscienze? 

Maggiori informazioni a questo link.

Vi aspetto numerosi!

Gli zoologi Steven G. Platt e Thomas Rainwater, hanno recentemente pubblicato un articolo riguardante un misterioso e presunto primate ancora sconosciuto che vivrebbe in Myanmar. Clicca qui per saperne di più.

Il Myanmar, per lungo tempo militarmente isolato, è considerato tra le nazioni più "inacessibili" al mondo. Quasi completamente chiuso ai forestieri dal 1960 sino alla fine degli anni 90', quando il governo scoraggiava collaborazioni tra ricercatori locali e stranieri e non forniva nemmeno fondi per finanziare ricerche scientifiche guidate dalle istituzioni locali, ancora oggi possiede diverse aree chiuse ai ricercatori a causa di motivi di sicurezza e di conflitti ancora in corso.

A quanto pare non è soltanto il sonno della ragione a generare mostri, ma anche la penuria di notizie durante la stagione estiva, che spinge i quotidiani online di tutto il mondo a una disperata "caccia al click" che sta rendendo il fact checking, il controllo e la verifica dei fatti, una prassi sempre più in via di estinzione.

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