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Aggiornamenti
Sembra proprio che il successo di un recente mockumentary (ne abbiamo ampiamente parlato qui) sull'improbabile sopravvivenza ai giorni nostri del megalodonte, il più grande squalo ad avere solcato i mari della Terra, abbia stuzzicato la fantasia di molti siti internet "specializzati" nel veicolare notizie completamente fasulle. Di norma lo scopo di siti del genere, che non sempre si premurano di inserire un disclaimer circa l'infondatezza di quanto riportano, è quello di essere mere macchine da "click" per il circuito di social network quali facebook, confondendo però le idee a un'ampia fetta di pubblico generalista in buona fede che spesso crede a quanto riportato. Così il World News Daily Report, in data 23 settembre 2014 non si è fatto scrupoli a pubblicare, con tanto di foto a corredo, la notizia che un megalodonte di 15 tonnellate lungo 10 metri, era stato catturato al largo delle coste del Pakistan da un gruppo di…
Non è certo difficile imbattersi in storie e aneddoti riguardanti animali il cui aspetto sembra discostarsi da quello delle specie già formalmente descritte, ma solo di rado queste segnalazioni provengono da zoologi e biologi da campo e ancora più raramente sono indagate in prima persona da quest'ultimi. Peter J. Hocking, naturalista del Museo di Storia Naturale di Lima e scopritore di nuove specie di uccelli sudamericani è invece da sempre un grande appassionato di animali "misteriosi" e nel 1992 e 1993 pubblicò sulle pagine di Cryptozoology, la rivista scientifica della defunta Società Internazionale di Criptozoologia, due articoli intitolati "Grandi mammiferi peruviani sconosciuti alla scienza" e "Ulteriori indagini sui mammiferi peruviani sconosciuti"*, nei quali erano riportate segnalazioni di animali apparentemente ancora non catalogati, che aveva raccolto durante la sua attività di ricercatore nelle foreste tropicali del Paese. Tra queste ve ne erano di riconducibili a giaguari (Panthera onca) "anomali", dei quali…
La scoperta avvenuta nel 2004 delle ossa degli ormai famosi "hobbit" dell'isola di Flores, non stupì soltanto i paleonotologi, ma anche l'antropologo culturare Gregory Forth, che in un certo senso si era imbattuto in questi piccoli uomini sin dal 1984... Ebu gogo: memoria collettiva o folklore? Clicca per saperne di più
Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata), fu originariamente descritto come specie a sé stante da Neumann nel 1899 e in seguito considerato per molto tempo una sottospecie del camoscio alpino Rupicapra rupicapra, cioè R. rupicapra ornata, anche se le differenze sia morfologiche che comportamentali erano ben note e delineate. Successivamente, negli anni '80 furono svolte alcune indagini genetiche di popolazione con tecniche all'avanguardia per quel periodo e fu messa in evidenza una maggiore affinità del camoscio appenninico con le popolazioni iberiche afferenti alla specie Rupicapra pyrenaica. Nonostante non si possa negare l'esistenza di una possibile origine comune, attestata dalle esistenti popolazioni relitte dovute probabilmente ad eventi glaciali e postglaciali, le differenze che emergono da alcuni recenti lavori (Crestanello et al., 2009; Rodriguez et al., 2010) dimostrano chiaramente che la popolazione appenninica si è differenziata ben oltre il livello di sottospecie, dimostrando anzi che la differenza tra questa e le altre…
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