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Curiosità
La notizia del primo esemplare di lince ufficialmente fotografato in Appennino è stata riportata dal sito dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) qualche giorno fa con toni che non sembravano lasciare dubbi sull'effettiva provenienza geografica delle immagini: L'esemplare, un individuo adulto, è stato fotografato il 19 aprile 2013, poco dopo le 19, nel territorio dell'Azienda faunistico-venatoria "Sasseto Mortano", in comune di Santa Sofia, da [...]. Le foto sono state scattate al margine di una vecchia carrareccia, in un area del medio Appennino forlivese (altitudine 400 m s.l.m.) caratterizzata da fasce boscose, calanchi cespugliati, pascoli e campi coltivati, ricca di ungulati (caprioli, daini, cervi e cinghiali), lepri, fagiani e pernici rosse, tutti animali che rientrano nello spettro alimentare di questo predatore [...] La presenza della lince in questa regione deriva con tutta probabilità da esemplari rilasciati in natura dall'uomo in anni recenti; infatti la specie è stata considerata…
L'amica Adrienne Mayor mi ha recentemente segnalato questo simpatico articolo di Phil Senter e Pondanesa D. Wilkins della Fayetteville State University, che cerca di "sezionare" l'illustrazione di un drago che appare nell'opera del 1696 Nuovi ritrovamenti divisi in due parti dell'ingegnere civile olandese Cornelius Meyer. 
Nel 1952 il Dr Hugo Flecker [1] descrisse scientificamente una particolare sindrome nota ai medici delle coste australiane da diverse decadi. Questa sindrome si manifesta inizialmente con una sensazione di punture in una o più aree del corpo, seguita da un'esteso arrossamento della pelle, che sparisce rapidamente.
L'enigma delle pecore blu (ma come l'autore spiega all'interno del libro non sono né pecore, né blu) è l'ultima opera letteraria di Sandro Lovari, etologo da campo di fama internazionale che dal 1985 è rimasto vittima del fascino dell'Asia sudorientale, in modo particolare del Nepal, dove ha condotto studi sugli ungulati e sui grandi carnivori. Mirabilmente illustrato dall'amico Stefano Maugeri e con prefazione di Piero Angela, è un coinvolgente diario di viaggio che permette di "toccare con mano" quella che oggi, paradossalmente, rischia di diventare "l'altra faccia della zoologia": la raccolta di dati in natura. Lovari spiega infatti come si stia pericolosamente diffondendo, sia in Italia che all'estero, la "moda" - molto comoda, ma altrettanto perniciosa - di sostituire la raccolta dati di campo accurati, appropriati e abbondanti,  con esoteriche elaborazioni matematiche o statistiche (talvolta patentamente ciarlatanesche), utilizzando mappe satellitari della vegetazione, sistemi informativi geografici (GIS) e modelli teorici che…
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