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La notizia era apparsa martedì 20 novembre sul quotidiano Bresciaoggi a firma di Enrico Grazioli ed era di quelle che non passano inosservate: il lago di Garda ospiterebbe un mostro. L'articolo riportava con grande enfasi che l'associazione Deep Explorers, presieduta da Angelo Modina, aveva accompagnato una troupe del tristemente noto programma televisivo Mistero per la realizzazione di un servizio e chiaramente, anche se per fortuna in modo molto limitato, in seguito alla notizia si sviluppo' un piccolo circo mediatico.

Ma ritorniamo ora all'articolo, nel quale sono riportate queste parole attribuite a Modina:

Con il nostro robot subacqueo abbiamo trovato una cosa che somigliava a un serpente. Il robot ha rilevato la forma sul fondale e si è avvicinato, ma dopo tre rilevamenti del sonar, al quarto quella sagoma non c'era più. Aveva una forma sinuosa e pareva avere la bocca aperta. Difficile potesse essere un banco di pesci

Premesso che, per quanto non creda alla loro esistenza, il mito dei mostri lacustri è universale e quindi anche il nostro Paese non ne è esente (basti pensare che nel 1934, anno in cui K. Wilson scattò la più celebre foto di Nessie, l'Observer di Londra riportava la notizia dell'avvistamento di uno strano animale nel lago di Como), il lago di Garda non sembra essere mai stato molto ricco di tradizioni in tal senso. Una delle poche notizie di epoca moderna è un avvistamento avvenuto nel 1965 presso la Baia delle Sirene caduto presto nel dimenticatoio.

Decisi così di rivolegermi personalmente ad Angelo Modina di Deep Explorers, che con estrema gentilezza mi fornì una versione dei fatti alquanto diversa da quella riportata dall'articolista di Bresciaoggi.

In sintesi, nel corso di un'indagine sulla causa della scomparsa del carpione (Salmo carpio), il Side Scan Sonar utilizzato per la mappatura del fondale ha rilevato dei bersagli che si staccavano dal fondo fangoso, il cui segnale è stato riportato sotto forma di macchie sinuose, una delle quali curiosamente simile a un serpente con la bocca aperta, interpretata, in attesa di riscontri più approfonditi, come una roccia dalla forma curiosa. Un altro episodio bizzarro si è verificato con l'utilizzo del rov, il sonar ha infatti segnalato davanti ad esso dei bersagli che poi sparivano all'approssimarsi del piccolo sottomarino, episodio al momento interpretato con banchi molto compatti di pesci incuriositi dalle luci, ma poi infastiditi dal rumore dei motori

Dimostrando una trasparenza esemplare, Modina allegò alla e-mail le immagini dei carteggi sonar riguardanti questi "bersagli anomali", ma non l'immagine simile a "un serpente con la bocca aperta", in quanto quest'ultima sarebbe stata un'esclusiva di Mistero. Mi pregava inoltre di non diffondere troppo la notizia e le informazioni fornitemi prima della messa in onda della puntata all'interno del programma.

Puntata che ho appena finito di visionare, ma prima di commentarla si rendono necessarie alcune considerazioni:

Un side scan sonar emette un fascio dalla forma a ventaglio ed è solitamente fissato allo scafo di un'imbarcazione o, come nel caso specifico raccontatomi da Medina, alloggiato all'interno di un contenitore idrodinamico. Il fascio è orientato nella stessa direzione di marcia dell'imbarcazione, ma inclinato verso il basso, in questo modo si produce una eco dal fondale che solitamente viene plottata per produrre una mappatura dei possibili ostacoli presenti sul letto di quest'ultimo. Eventuali bersagli galleggianti vengono anch'essi plottati sui carteggi, ma la loro natura resta "nascosta".

Infatti, come già spiegato in due precedenti articoli (qui e qui), senza ulteriori informazioni un sonar non può dire nulla né sulla natura, né sulla forma di un bersaglio. Nello specifico, per quanto concerne gli organismi viventi, il sonar indica la forza del segnale, gran parte della quale è causata dall'aria contenuta nei loro polmoni o vescica natatoria. Di norma, dato che il sonar traccia la posizione del bersaglio nel tempo, quello che risulta dal display o dal carteggio è sempre una sagoma dalla forma più o meno allungata, come dimostrato dall'esempio sottostante di una sfera riempita d'aria e utilizzata da Adrian Shine a Loch Ness come campione per le misurazioni.

Quindi la sinuosità delle forme di un tracciato sonar non indica la forma del bersaglio, né può in alcun modo rivelare se un ipotetico animale colpito dal fascio tenga la bocca chiusa o aperta. Risulta così evidente che, in un simile contesto, la presunta immagine del "serpente con la bocca aperta" (una macchia scura sinuosa nella quale solo un osservatore dotato di moltissima fantasia potrebbe scorgere una bocca) mostrata in trasmissione non ha assolutamente nulla di anomalo, a meno che questo carteggio pubblicato da Shine*, anziché mostrare dei banchi di pesci come di norma vengono registrati dai sonar, non mostri invece un esercito di mostri lacustri:

Leggermente più interessante è invece il fatto che alcuni dei bersagli rivelati dal sonar si staccavano dal fondale fangoso, fenomeno già documentato in passato a Loch Ness dal biochimico Roy Mackal dell'Università di Chicago.

All'epoca, da sostenitore dell'esistenza di animali sconosciuti nelle acque del lago scozzese, lo scienziato aveva interpretato questi segnali con la presenza di creature in grado di respirare sott'acqua (il fondale di Loch Ness infatti, così come quello del lago di Garda è alquanto profondo) infastiditi dal fascio dei sonar, ma successivamente rivelatisi essere bolle di gas risalenti in superficie.

Gli elementi indicanti la presenza di un animale anche soltanto vagamente "anomalo" nel Lago di Garda sono quindi prossimi allo zero.

Veniamo ora al servizio televisivo, il quale non ha fatto altro che confermare la superficialità e la voglia della ricerca di facile sensazionalismo del programma. Il servizio non ha mostrato nulla di rilevante o interessante, se non la presenza, tra gli esperti interpellati a dire la loro su Bennie (l'originalissimo nomignolo dato al mostro), di una vecchia conoscenza del forum di criptozoo, che aveva finto di essere un utente che aveva trovato per caso dei filmati e un libro riguardanti il mostro (dei quali in realtà era l'autore), il cui siparietto durò però ben poco (clicca qui).

Insomma al momento nessun mostro... a parte la televisione.

NOTE:
* SHINE, Adrian (2006), Loch Ness

10 commenti

  • 24.01.13
    Mauro Cella
    Come già riportato nel forum, sul Garda non esiste alcuna tradizione di mostri lacustri, se non la "leggenda metropolitana" (intesa come racconto di origine recente) di pesci siluro (Silurus glanis) di enormi dimensioni che, nel corso della trasmissione, hanno raggiunto le dimensioni di 5 metri. Più o meno come uno squalo bianco (Carcharias carcharias) adulto di buone dimensioni e ben oltre ogni record per quanto riguarda pesci d'acqua dolce.
    Il famoso avvistamento del 1965, come già detto, venne ai tempi rapidamente smascherato come una goliardata: il "mostro" era realizzato con materiale di recupero ed installato su una zattera. Nessun mistero quindi.
    O meglio, un mistero esiste.
    Avendo parenti che vivono e lavorano proprio a due passi dal Golfo di Salò, sono informato delle vicende della zona e pare che "qualcuno" (nessuno vuole direttamente prendersi la responsabilità) voglia promuovere il turismo locale spingendo sull'acceleratore del "paranormale", vista anche un'altra vicenda al limite del ridicolo avvenuta in zona.

  • Egregio Dott.Rossi,
    sono Armando Bellelli, "l'esperto di misteri" della trasmissione.
    Comincio questo commento innanzitutto esternando la mia profonda stima per il suo operato e i suoi studi,che seguo da tempo.Posso dire di essere un suo fan.Innanzitutto tengo a precisare che sebbene la criptozoologia mi affascini,non è la mia prima passione.Mi considero un ricercatore storico,appassionato delle vicende bresciane e gardesane in tutti i loro aspetti,dall'età del bronzo,all'era romana,al medioevo cataro fino ai tragici giorni della RSI(che è il periodo che mi appassiona di più). La ricerca di info sul cosiddetto "mostro" rientra quindi nel quadro di studio delle vicende gardesane.A differenza di quanto detto da molti,ho raccolto molte informazioni e dati relativi alla presenza di grandi creature acquatiche sin dal 1500,con autori locali quali il Grattarolo o il Coronelli. Dopodichè ho raccolto informazioni e testimonianze o presunte tali in maniera "giornalistica",girando i paesi del lago sentendo i vari "teste".Ben prima degli articoli di giornale,ho trovato molte persone che si rifiutavano di parlare pubblicamente di ciò che avrebbero avvistato,per quanto fossero in totale buona fede e fossero convinti di ciò che avevano visto,per il timore di passare per pazzi , visionari o ubriaconi.Non ho mai pensato all'esistenza di un plesiosauro o simili,ma ho sempre ritenuto possibile che vi fossero esemplari giganti di ladano oppure di siluro(nel lago il siluro esiste:ne pescai io stesso un piccolo esemplare di 45 cm anni fa),o come suggeritomi dal suo collega Maurizio Mosca,che stimo moltissimo,che qualcuno avesse liberato una specie esotica che non trovando rivali fosse diventata di cospicue dimensioni.Quanto al mio entusiasmo di fine puntata,non era posticcio,ma era davvero dovuta alla testimonianza del sig.Spallanzani,che asserisce di aver arpionato una specie di anguilla lunga parecchi metri,una sorta di longfin gigante.Essendo Spallanzani un "teste qualificato",in quanto campione di pesca d'apnea con trentennale esperienza ,il suo racconto mi ha davvero impressionato.Tralaltro,dott.Rossi,se desidera,la posso mettere in contatto col signore in questione per fare delle domande sulla creatura che asserisce di aver incontrato.
    Concludo ribadendo il mio genuino amore per la ricerca delle vicende gardesane,con la storia di "Bennie"compresa,che a mio avviso è più interessante di quanto si possa immaginare leggendo semplicemente articoli di giornale o guardando programmi tv.
    Mi piacerebbe molto,se fosse disponibile e sarebbe un grande onore,organizzare una serata evento sul Garda con conferenze con interventi di esperti quali Lei,Mosca,gli amici Deep Explorers etx.Per scambiare opinioni,idee,spiegare aspetti poco noti o difficilmente comprensibili etc.Si potrebbe dedicare la serata non solo al mostro,vero o falso che sia,del Garda ma alla storia dei mostri dei laghi d'Italia in generale.Credo potrebbe venire fuori una bellissima occasione per parlare di argomenti cosi interessanti e delicati.Confidando nella sua disponibilità,la ringrazio e la saluto cordialmente.Armando Bellelli

  • Caro Bellelli,
    la ringrazio per la stima nei miei confronti e per il gentilissimo invito, ma dal mio personale punto di vista il lago di Garda non è di interesse alcuno per quanto riguarda la criptozoologia.
    Tutte le informazioni da lei elencate sono infatti estremamente scollegate l'una dall'altra...
    Le segnalazioni di "mostri" risalenti al 1500 sono senza dubbio interessanti, ma i casi, se ammettiamo che questi animali siano realmente esistiti, sono per forza due: o sono sopravvissuti sino ai giorni nostri (e in questo caso non ha molto senso tirare in ballo siluri e storioni, che se presenti sono stati introdotti in tempi recenti e che non rappresentano quindi nulla di eccezionale)o si sono estinti, quindi non ha senso collegarli ad avvistamenti di eventuali siluri o altre possibili specie esotiche introdotte nel lago da qualche scellerato di turno.
    Esistono poi dei carteggi sonar "anomali", che però non mostrano nulla di diverso da quelli che possono essere ottenuti in qualunque altro grande lago del mondo e soprattutto, questa cosa è bene ribadirla, non possono in nessun modo mostrare la FORMA di un bersaglio, ma soltanto la forza del suo segnale. Forza che aumenta con l'aumentare della densità del bersaglio in rapporto con l'acqua. La carne di un pesce è meno densa di quella di un mammifero, quindi la forza di un sommozzatore colpito dal sonar risulta maggiore di quella di uno squalo, tanto per fare un esempio. Inoltre un sonar non può dire quanto un bersaglio sia grande, largo o lungo. Né tanto meno, e questa è una cosa che ho davvero trovato molto irritante, indicare se un animale colpito dal fascio sonoro ha o meno la bocca aperta...
    Quindi si hanno elementi diversi, cronache del 1500, accenni a specie alloctone introdotte in epoca moderna e tracciati sonar che non indicano necessariamente la presenza di un grande animale, che solo molto forzatamente possono essere amalgamati gli uni con gli altri per creare un "continuum" che possa giustificare la presenza di "mostri" nel Garda lungo il corso della storia.
    Per quanto riguarda la testimonianza dello Spallanzani, quello che ha dichiarato a Bresciaoggi non mi sembra molto coerente. Parla infatti di una sorta di anguillone di oltre 3 metri per un peso di oltre 100 kg immune a una fiocinata indirizzata alla testa (!). Considerando che il grongo più grande di cui sono a conoscenza era lungo 270 cm per 75 kg di peso, le proporzioni lunghezza/peso indicate dal testimone possono anche avere una certa coerenza, ma resta il fatto che un anguillone, anche di 3 metri, non può essere totalmente immune a una fiocinata da 30 atmosfere indirizzata alla testa.
    Infine a parte lei, le altre persone coinvolte nel caso del "mostro" del Garda non si sono dimostrate poi così collaborative...
    A* T* ad esempio, invece di presentarsi con il suo nome, spiegando chi è ed esponendo le sue idee, ha preferito fingersi "un passante" per sponsorizzare i suoi video e libro, e questo non mi sembra un comportamento molto maturo...

  • Grazie della gentile risposta dottore.Riguardo all'invito,come le ho detto,appunto perchè ho visto che il Garda non le interessa molto,volevo fare un evento legato ai "mostri dei laghi"in generale,dove lei potrebbe parlare di quello che preferisce.Sempre che lei non abiti troppo lontano da Desenzano e sia quindi di difficile realizzazione.
    Riguardo agli avvistamenti nei secoli,la mia è stata una ricerca piu che altro "antropologica".Naturalmente non ho mai pensato che vi fosse lo stesso mostro (che brutto termine!) nel corso dei secoli,ma è interessante vedere come in quasi tutti i laghi italiani si siano formate storie di questo tipo.E' uno degli effetti del rapporto dell'uomo con l'imperscrutabilità delle acque.
    Quanto a Spallanzani,lui raccontò (anche a me personalmente) che l'"anguilla" era lunga nella parte visibile oltre 3 m,ma continuava,e il diametro del corpo era di circa 20-25cm..Mi disse di aver pescato nella sua vita gigantesche murene che al confronto erano vermiciattoli.Mi disse poi di avergli dato la caccia per anni,tornando sempre nel luogo del primo incontro,nella speranza di ritrovarla.Capisco che sembra una storia incredibile,ma se Lei sentisse la voce di Spallanzani,la maniera in cui racconta..Non ho la macchina della verità,ma non mi sembra un bugiardo.In più,non è in cerca di notorietà per nulla,dal momento che ha anche gravi problemi familiari.Sono stato io a nominarlo,lui non avrebbe mai parlato in pubblico.Forse ha visto altro,ma non me la sento di dire che si è inventato tutto.Perciò,se desiderasse,le potrei passare in privato i contatti di spallanzani,qualora volesse fargli qualche domanda.
    Poi..in cuor mio..magari con l'ingenuità di un bambino,credo che un grosso (ma innoffensivo)pescione viva e nuoti placidamente nel Garda,ma questa è una mia convinzione personale :-).
    Le chiedo dottore,se cortesemente potesse inviarmi la sua mail.Mi piacerebbe avere un suo contatto non solo per parlare della questione Garda,ma per permettermi di farle domande su altri aspetti di questa affascinante disciplina che è la criptozoologia..La ringrazio infinitamente.Armando

  • Appendix..Mi perdoni,anche lo storione sarebbe stato introdotto recentemente nel Garda o solo il siluro?Io ho letto anni addietro e per altri motivi,documenti che parlavano di banchetti dei Gonzaga delle corti di Mantova e Castiglione delle Stiviere a base di storione del Benaco,definito il "pesce dei Re".
    In ogni caso,un pesce interessante che abbiamo qui è il carpione e le sue sottospeci striate(carpioni di sant'erculiano),che purtroppo stanno letteralmente scomparendo e non se ne comprende il motivo.

  • Gli storioni vivono in mare e risalgono i fiumi solo per riprodursi, ma a differenza degli altri anadromi (come ad esempio i salmoni), non sono particolarmente portati nello superare ostacoli naturali o artificiali, quindi la montata avviene nei fiumi di una certa portata come il Po e l'Adige.
    So di un piccolo storione catturato nel Garda verso il 2009 e la cosa destò un po' di scalpore, ma se non sbaglio in zona esistono anche degli allevamenti di questi pesci.
    Sulla presenza in epoche passate mi piacerebbe potere leggere le note storiche da lei citate, perché è un argomento che ritengo molto più interessante di Nessie, Bennie, mostri e anguilloni giganti antiproiettile.

  • P.S.
    La mia email (anche se in effetti molto in piccolo) è riportata nel footer del sito alla dicitura "per informazioni" :-)

  • P.P.S.
    Proporrei anche di darci del "tu" :-)

  • Aggiudicato per il tu :-) !Per le cronache dei gonzaga vedo di attivarmi,le lessi molto tempo fa e cercavo altro.Mi rimase impressa la dicitura pesce dei re,perchè mi pare fosse riportata in Marziale,riferita agli storioni del Tevere.Si,esistevano allevamenti di storioni a Calvisano,nella bassa bresciana.In questi giorni ti invio una mail invece,su un presunto misterioso mostro nella zona del lago d'Idro :-)..sembra una cosa buffa,ma fa riferimento ad un fatto "realmente accaduto" nel 700 ad Anfo..in pratica,in un santuario vi era(era perchè l'originale fu rubato,ore c'è una copia) un ex voto per scampato pericolo per un sorta di attacco mal riuscito da parte di una sorta di mostro acquatico,simile ad un orso o un "licantropo" saltato fuori dall'acqua e saltato su una barca.In questo caso,io stesso sono sicuro al 99% sia un semplice per quanto bizzarro plantigrado,ma la storia è interessante :-)!Vedo di recuperare l'immagine e te la spedisco...

  • 25.08.13
    fabrizio
    come al solito Mistero non perde occasione per collezionare figure di cioccolata.
    Era meglio quando Berrì faceva il mago alle Iene.

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