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Non sempre i figli seguono le orme dei padri, a maggior ragione quando i primi sono soltanto un prodotto dell'ingegno e non persone in carne e ossa. Lo strano caso di Sherlock Holmes e Arthur Conan Doyle è un perfetto esempio di quanto detto: da un lato un detective letterario in grado di risolvere e di riportare nella dimensione del razionale ogni tipo di enigma e mistero grazie alle sue deduzioni, dall'altro un romanziere che per quanto assolutamente geniale, era un seguace dello spiritismo che, anche a causa del grande dolore provocatogli da lutti famigliari, cadde spesso e volentieri vittima di imbrogli anche molto dozzinali. 

Ma spesso anche gli scrittori e i loro personaggi hanno qualcosa in comune, come ad esempio nello strano caso del Prof. Challenger (protagonista de "Il mondo perduto") e di Arthur Conan Doyle (ancora lui). Infatti entrambi ebbero la fortuna di potere osservare con i propri occhi nientemeno che un plesiosauro vivente. O perlomeno questo è quanto il grande romanziere riferì personalmente...

Ecco quanto è riportato nelle sue memorie circa la sua crociera sul Mare Egeo avvenuta nel 1907:

Mi è rimasto impresso [...] un curioso incidente del nostro viaggio. Stavamo passando Egina in una bella giornata con il mare calmo. Il capitano, un cortese italiano, ci aveva permesso di salire sul ponte e noi, mia moglie e io, stavamo guardando in basso verso le trasparenti profondità, quando vedemmo una creatura che non era mai stata, per quanto ne sapessi, descritta dalla scienza. Somigliava esattamente a un giovane ittiosauro, lungo circa 120 cm, con coda e collo sottili e quattro notevoli pinne laterali. La nave lo superò prima che potessimo chiamare qualunque altro osservatore. [...] l'Ammiraglio Anstruther qualche anno più tardi, ha descritto e disegnato sull'Evening News una creatura esattamente simile che aveva visto sott'acqua a largo della costa Irlandese. Questo vecchio mondo ha ancora in serbo delle sorprese per noi

Questo episodio non è mai stato molto approfondito neanche nelle opere più importanti sulla criptozoologia (Bernard Heuvelmans, che di Doyle era un accanito lettore, ne da un breve accenno nel suo monumentale Le Grand Serpent-de-Mer) ed effettivamente risulta piuttosto confuso. Lo scrittore descrive infatti l'animale da lui osservato come un "giovane ittiosauro" (rettili dell'Era Mesozoica simili a delfini), riportando però caratteristiche morfologiche che farebbero pensare piuttosto a un plesiosauro "coda e collo sottili e quattro notevoli pinne laterali".

Inoltre sembra che Doyle abbia fornito diverse varianti del suo incontro con la strana creatura, Heuvelmans ad esempio, citandolo riporta quanto segue:

Ho visto nuotare sott'acqua, parallelamente alla nave, una curiosa creatura di circa 1,20 metri di lunghezza avente un lungo collo e quattro grandi pinne natatorie. Credo che [...] si trattasse di un giovane plesiosauro. Un corrispondente di Queensland mi ha scritto che un giovane plesiosauro è stato catturato in una rete a largo di Mudgee Beach, in Australia. Mi ha inviato un disegno che assomiglia a ciò che io vidi a largo delle coste della Grecia

In quest'occasione quindi il padre di Sherlock Holmes definisce come simile a un plesiosauro e non a un ittiosauro la creatura da lui osservata, sostituendo inoltre l'aneddoto dell'Ammiraglio Anstruther con quanto riportatogli da un corrispondente. Pensavo così che risalire ai disegni realizzati dai testimoni citati da Doyle avrebbe potuto rappresentare la chiave di lettura per cercare di decifrare ciò che lui e sua moglie osservarono nel Mare Egeo, ma facendo mia una massima del famoso detective "è un errore capitale teorizzare prima di avere i dati"...

Per prima cosa infatti nella letteratura criptozoologica non sembra esserci traccia alcuna circa la cattura di un giovane plesiosauro in Australia, e in secondo luogo la testimonianza dell'Ammiraglio Robert Hamilton Anstruther è davvero troppo surreale e inverosimile per risultare anche minimamente attendibile. Ecco come Bernard Heuvelmans la riporta:

[...] mi trovavo a poppa quando qualcosa saltò fuori dall'acqua diritto davanti a me a una distanza di circa la metà della lunghezza della nave, elevandosi in aria a circa [...] 15 metri d'altezza. Naturalmente avevo il mio binocolo a portata di mano e lo puntai fermamente sul quadrupede, poiché si trattava di un animale a quattro zampe [...]. Il suo aspetto mi faceva pensare a un chow-chow scuoiato come quelli che si trovano nei negozi di macelleria di Canton*. Dalla forma ricordava un camaleonte, ma più compatto: la testa così come la coda erano di aspetto camaleontesco [...]. Io non avevo mai visto prima una simile creatura nel corso della mia lunga carriera in mare, così mi affrettai a chiedere all'ufficiale di navigazione [...] di venire alla mia estremità della poppa [...]. Appena l'ufficiale fu al mio fianco l'animale saltò di nuovo [...] sembrava non avere squame, ma piuttosto la pelle luccicante di un rettile. I suoi piedi somigliavano alle zampe artigliate che si vedono nelle effigi dei dragoni cinesi [...]


Il grottesco "serpente di mare" avvistato dall'Ammiraglio Anstruther

Sebbene conscio del fatto che gli oceani riserveranno molte nuove scoperte zoologiche per gli anni a venire, dubito molto fortemente che una di queste avrà come protagonista un chow-chow/camaleonte con zampe da dragone cinese in grado di spiccare balzi di 15 metri sulla superficie dell'acqua. Risulta inoltre palese come né le descrizioni fornite da Anstruther, né il suo disegno, combacino minimamente con quanto riportato da Conan Doyle. E' dunque possibile che il misterioso incontro con il plesiosauro del Mare Egeo sia soltanto il frutto della fervida fantasia dell'autore e della sua propensione alla suggestionabilità? Molto probabilmente le cose andarono proprio così, ma sono propenso a credere che Doyle non abbia inventato questa storia di sana pianta, quanto che per i fattori sopra menzionati, uniti alla brevità dell'avvistamento, non sia stato in grado di riconoscere un animale conosciuto...

Infatti sebbene Doyle abbia avuto un tono sensazionalistico nelle sue conclusioni, le descrizioni del "giovane plesiosauro" nelle varie versioni dell'accaduto restano piuttosto prosaiche: una creatura di 120 cm che nuota vicino alla nave, con quattro grandi pinne laterali e collo e coda sottili (nella versione riportata da Heuvelmans si accenna solo a un lungo collo senza parlare della presenza di una coda, che è bene ricordare che nei plesiosauri era piuttosto corta). Ebbene, prendendo in considerazione soltanto questi elementi, la soluzione al caso del serpente di mare di Doyle mi sembra talmente semplice che trovo sorprendente che Heuvelmans non l'abbia presa in considerazione. Nel Mare Egeo infatti, anche se estremamente raro, vive un animale che corrisponde piuttosto bene alle descrizioni fornite da Conan Doyle: la foca monaca (Monachus monachus).

Lungo dagli 80 ai 240 cm, questo pinnipide divenuto uno dei mammiferi più rari del mondo esibisce le caratteristiche comuni alle altre foche: un corpo cilindrico, un collo allungato e quattro pinne laterali. In alcuni casi, se osservato dall'alto (proprio come nel caso di Conan Doyle e sua moglie), la sua forma potrebbe ricordare, agli occhi di un osservatore sufficentemente suggestionabile, quella di un plesiosauro:


Scheletro di foca monaca (Museo di Storia Naturale di Apeiranthos)


Scheletro di plesiosauro


E dall'alto diventa possibile intravedere la piccola coda dell'animale, generalmente nascosta tra le pinne posteriori durante le sue evoluzioni acquatiche:

"Eliminato l'impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità" e forse questa massima può trovare applicazione anche in criptozoologia...

Note:
* Canton (Guangzhou) è una città costiera della Cina meridionale

2 commenti

  • Ho preferito l'ipotesi foca per il fatto che il suo collo potrebbe sembrare più sinuoso di quello della tartaruga liuto, ma sicuramente quest'ultima è un ottimo candidato "razionale" per l'avvistamento di Doyle.

  • 23.01.13
    Marco
    Bell'articolo...un unico appunto. Hai provato a prendere in considerazione anche un giovane di tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)? Penso che la descrizione fornita da Doyle si adatti bene all'animale in questione; inoltre il suo aspetto peculiare potrebbe aver ingannato un osservatore poco esperto (e facilmente suggestionabile) ;)

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