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Il grande pitone del Congo

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Il grande pitone del Congo

esistono serpenti lunghi più di dieci metri?
Ritratto di lorenzorossi di Lorenzo Rossi - Ven, 28/03/2008 - 09:28Qui si parla di

Ciclicamente ricevo richieste di delucidazioni circa una fotografia scattata in Africa nel 1959 dai membri dell'equipaggio di un elicottero militare belga che mostrerebbe un serpente di dimensioni fuori dal comune. Ogni tanto questo argomento torna a galla anche in rete o in qualche articolo dedicato all'argomento e generalmente tutte le fonti in questione fanno uso di una piccola immagine che anni fa avevo inserito in bassa risoluzione all'interno di questo sito e che a sua volta era stata ricavata da un frame di una vecchia VHS contenente un documentario sull'argomento. Nel corso degli anni ho letto e sentito di tutto a riguardo, da considerazioni un poco "leggere" come questa:

Ti spiego, faccio un fotomontaggio al pc (e ormai pure i professionisti hanno problemi a distinguere i fotomontaggi con l'avvento del digitale) e dico che un gruppo di militari (quindi un'organizzazione coperta dalla privacy) ha scattato con un'apparecchio (sic) a caso (con google troverei tranquillamente il nome di un apparecchio di ultima generazione con una risoluzione particolarmente elevata) all'altezza TOT stando a quello che segnalava l'altimetro e che queste foto sono custodite in un museo (quindi difficile reperibilità). Tutto nella norma se non fosse che le foto ritraevano il cane drago de "La storia infinita" con in groppa la principessa Fantasia... in pieno atterraggio

sino a critiche più circostanziate e legittime come quella mossa da Federico Federighi nel suo articolo "Cercasi Serpenti Giganti" pubblicato all'interno del libro "Animali del Mistero". L'autore fa una breve trattazione della fotografia in oggetto specificando che: "fu scattata da un pilota belga nel 1959 in Congo, in cui si vede un pitone stimato a circa 15 metri di lunghezza, è piuttosto suggestiva ma sfortunatamente non fornisce nessun riferimento con cui confermare questa straordinaria misura". 

Naturalmente sulla prima considerazione possiamo sorvolare senza problemi: essere "costretti" a spiegare che Bernard Heuvelmans è una persona realmente esistita e che chiunque può accedere senza difficoltà ai suoi archivi custoditi al Museo di Zoologia di Losanna -previo appuntamento- sarebbe superfluo, mentre quanto scritto da Federighi merita senz'altro un esame più attento.

Quello che segue è un resoconto il più completo possibile circa la fotografia in questione e la sua storia, in cui ho citato tutte le fonti ed in cui i dati riportati possono essere verificati e/o confutati da chi vorrà interessarsi all'argomento. Quanto riportato è però lungi dall'essere conclusivo, semplicemente è quanto si sa sino a questo momento.

Cominciamo dall'inizio...

Nel 1959 lo zoologo Bernard Heuvelmans ricevette una lettera da un suo corrispondente, il Professore Paul Bonnivair dell'Istituto Agronomico belga di Gembloux, che gli aveva inviato due fotografie dategli dal figlio Georges Bonnivair, tenente-colonnello medico presso la base di Kamina (allora Congo Belga), perché fossero da lui esaminate. Le immagini erano accompagnate dal testo sotto riportato (le omissioni, segnalate da parentesi quadre, sono opera del sottoscritto).

Fotografia scattata a circa 40 metri dal suolo su di un elicottero della base di Kamina dall'aiutante meccanino Kindt. L'elicottero era pilotato dal colonnello aviatore B.E.M. Van Lierde DFC. Il colonnello B.E.M. Gheysen che era seduto accanto a lui stava sonnecchiando. L'elicottero volava a circa 125 metri dal suolo quando il colonnello Gheysen credette di vedere muoversi una sorta di grosso tronco d'albero [...] L'elicottero scese a circa 40 metri dal suolo e la foto fu scattata con una 35mm. Va notato che la vegetazione circostante è tipica della savana del Katanga che è costituita di arbusti alti in media due metri. Il luogo dell'avvistamento si trovava a 100 km nord-ovest di Kamina. La foto fu scattata nell'agosto 1959 all'ora di mezzogiorno. Il quarto membro dell'equipaggio a bordo dell'elicottero era il maggiore paracadutista Debefve DSO (Distinguished Service Order).

La stima delle quattro persone è la seguente: serpente di circa 14 metri, della larghezza di un uomo, testa triangolare con grosse "guance" simili a quelle di un cavallo. Gli indigeni del Kasai e del Katanga dell'ovest conoscono questi grandi serpenti che chiamano Moma.

Dopo un esame preliminare delle immagini Heuvelmans si mise in contatto con Bonnivair per ottenere più informazioni sulle modalità con le quali era stata scattata la fotografia e con quale apparecchiatura. Il 29 febbraio ricevette la pellicola originale ed una scheda tecnica compilata dall'aiutante meccanico Kindt, autore della fotografia.

APPARECCHIO FOTOGRAFICO: Zeiss Ikon Nettax 6x6 (quindi non una 35mm come riportato da Bonnivair nella prima lettera)

OBBIETTIVO: Novar Anastigmat 1:4,5 - F: 75mm

PELLICOLA: Gavaert 27°

APERTURA: 8

OTTURATORE: 1/50 sec

SVILUPPO: Metinol-U (eseguito dal Capitano Halterman e dall'aiutante Kindt)

Fu inoltre precisato che l'altezza dell'elicottero al momento dello scatto era stata stimata tra i 40 ed i 45 metri e che non erano state prese ulteriori fotografie perché l'elicottero stava percorrendo la rotta di ritorno alla base e non c'era abbastanza carburante per attardarsi ulteriormente al di sopra del serpente. N.B. Fu scattata una sola fotografia, le due immagini che furono recapitate ad Heuvelmans erano l'orginale ed un ingrandimento di quest'ultima, il serpente immortalato nella fotografia originale risulta abbastanza a fuoco.

Per scrupolo il Dottor. Bonnivair aveva sorvolato la zona dell'avvistamento assieme allo stesso pilota, colonnello Van Lierde ed all'aiutante Kindt: "Sono tornato in elicottero nella regione ricca di selvaggina dove si dice viva questo grande serpente. L'abbiamo sorvolata per 20 minuti, ma non abbiamo rivisto il poumina*. C'erano parecchi ippopotami, elefanti, facoceri ed altre bestie. E' una regione di savana erbosa, in alcuni punti boscosa, e ricca di buche nel terreno scavate dal formichiere africano (Oritteropo)".

*(Poumina è il nome con cui nella zona vengono chiamati i pitoni di grandi dimensioni, mentre Moma è il nome che designa quelli di taglia standard)

Bonnivair girò anche una bobina di film a colori 8mm sul punto in cui era stato fotografato il serpente ed il secondo volo di ricognizione confermò la stima dell'altezza a 45 metri. Heuvelmans mostrò le fotografie in suo possesso ai colleghi zoologi che avevano lavorato in Congo ed ognuno di loro escluse la possibilità che potesse trattarsi della fotografia di un serpentello che si trovava ai piedi del fotografo, dato che riconobbero la vegetazione caratteristica del luogo e segnalarono la presenza dei numerosi termitai presenti in foto la cui esistenza era sottolineata dalle ombre che proiettavano sul terreno. Essendo estremamente variabile, l'altezza dei termitai non poteva essere presa come campione di misura, ma la larghezza della porzione di terreno poteva essere calcolata partendo dall'altezza alla quale era stata scattata l'immagine e dal tipo di obbiettivo, in questo caso un Novar dotato di un angolo di campo di 59°.

Heuvelmans fornì questi dati al fotografo e cineasta Ray Tercafs, che eseguì i seguenti calcoli:

  • LARGHEZZA DELLO SPAZIO FOTOGRAFATO
  • se a 35 metri di altezza: 40 metri
  • se a 45 metri di altezza: 51 metri
  • se a 50 metri di altezza: 57 metri
  • LUNGHEZZA DEL SERPENTE
  • se a 35 metri di altezza: 9,7 metri
  • se a 45 metri di altezza: 12,5 metri
  • se a 50 metri di altezza: 13,9 metri
  • LARGHEZZA DEL SERPENTE
  • se a 35 metri di altezza: 0,33 metri
  • se a 45 metri di altezza: 0,43 metri
  • se a 50 metri di altezza: 0,47 metri

Vista la zona in cui era stato effettuato lo scatto e le dimensioni dell'animale, Heuvelmans ed i colleghi da lui interpellati identificarono il serpente in un "pitone di seba" (Python sebae), chiamato anche "pitone delle rocce". Le massime dimensioni accertate per questa specie variano generalmente da autore ad autore, Heuvelmans nel suo libro "Les derniers dragons d'Afrique" (1978) riporta 9,8 metri (Minton e Minton, 1973), misura riportata anche dall'enciclopedia Grzimek (edizione 2003) e da Murphy ed Henderson nel loro notevole volume "Tales of giant snakes" (1997), che è una trattazione molto critica e rigorosa sulla biologia dei grandi Ofidi costrittori e sulle leggende riguardanti esemplari di dimensioni fuori dal comune, ma che purtroppo, per via del fatto che il libro di Heuvelmans sull'argomento non fu mai tradotto in inglese, non si sofferma sulla fotografia dell'equipaggio belga. Il loro volume riporta però, oltre a confermare la precedente, anche una nuova misura record -10 metri- per il pitone di seba (Aurebach, 1987).

Le conclusioni finali di Heuvelmans ritenevano quindi che il serpente fotografato fosse un esemplare di pitone di seba di dimensioni eccezionali, circa 2,5 metri superiore alla lunghezza massima mai registrata, e non un serpente appartenente ad una specie ancora sconosciuta, ma probabilmente resta più lecito supporre che una misura eseguita direttamente sull'animale, avrebbe fornito misure rientranti nei canoni della specie.

Riferimenti

Bonnivair, Georges; comunicazioni personali, lettere indirizzate ad Heuvelmans il 30 novembre e 26 dicembre del 1959 ed il 9 marzo del 1960.

Federighi, Federico; Cercasi Serpenti Giganti, sesto quaderno del CICAP, 2005.

Heuvelmans,Bernard; Les derniers Dragons d'Afrique, 1979.

Knidt; comunicazione personale, lettera indirizzata ad Heuvelmans il 22 dicembre del 1959.

Murphy, John C. - Henderson, Robert W.; Tales of Giant Snakes, 1997.

Grzimek's Animal Life Encyclopedia, seconda edizione, volume 7, 2003.

N.B. Tutto il materiale inerente il caso è custodito presso l'archivio Heuvelmans del Museo Cantonale di Zoologia di Losanna, accessibile a chiunque ne faccia richiesta.