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Il ritorno del serpente di Beebe

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Il ritorno del serpente di Beebe

l'importanza dei dati storici nella ricerca delle specie rare
Ritratto di lorenzorossi di Lorenzo Rossi - Gio, 22/05/2014 - 09:00Qui si parla di

William Beebe è stato un famoso naturalista americano pioniere dell'esplorazione subacquea e "padre" dell'ecologia. Nel 1936 salpò verso Isla Cloriòn, facente parte dell'Arcipelago di Revillagigedo, a circa 1.000 km dalla costa occidentale del Messico, dove collezionò diversi insetti, invertebrati marini, uccelli e rettili, tra i quali vi era anche un serpente del genere Hypsiglena, al quale appartengono piccoli Colubridi di circa 40 cm di lunghezza.

Successivamente descritto come Hypsiglena ochrorhyncha unaocularus, nessun esemplare venne più scoperto dalle spedizioni scientifiche che si succedettero sull'isola, tanto che, nel 1955, dopo un sopralluogo infruttuoso l'erpetologo Bayard Brattstrom concluse che gli appunti di campo di Beebe, conservati presso la New York Zoological Society, erano errati e che il genere Hypsiglena non faceva parte della fauna di Cloriòn. Dopo Brattstrom anche altri ricercatori fallirono nell'impresa di procurarsi esemplari dell'elusivo serpente, che poco a poco finì per essere dimenticato dalla comunità scientifica.

Una recente pubblicazione su Plos One ha però finalmente chiarito il mistero, infatti nel maggio del 2013, basandosi sugli appunti di Beebe, un team guidato da Daniel Mulcahy del National Museum of Natural History della Smithsonian Institute, si è recato sull'isola alla ricerca dell'animale, riuscendo a localizzarlo e a collezionarne diversi esemplari. L'articolo descrive sia la riscoperta del serpente di Beebe sia la comparazione del suo DNA mitocondriale con i dati  disponibili relativi al genere Hypsiglena, confermandone la sua validità di sottospecie distinta. 

Di colore bruno nerastro con una caratteristica serie di macchie sul collo e sulla testa, questo serpente è riuscito ad eludere tanto a lungo gli scienziati sia per l'estrema difficoltà nel raggiungere il suo habitat (l'isola è molto remota e visitabile solo con l'ausilio di una scorta militare), sia per le sue abitudini notturne che lo rendono alquanto difficile da localizzare.

La riscoperta del serpente di Clariòn è una storia incredibile di come gli scienziati debbano fare affidamento ai dati storici e alle collezioni museali per risolvere i moderni misteri della biodiversità del mondo in cui vivono
Daniel Mulcahy

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