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L'elefante della Sila

Esaminando la non-proboscide di un non-elefante...
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L'elefante della Sila

quando la pareidolia incontra la fantarcheologia
Ritratto di lorenzorossi di Lorenzo Rossi - Gio, 05/09/2013 - 16:00Qui si parla di
Esaminando la non-proboscide di un non-elefante...
Premessa

Poco distante dal comune di Campana (CS), alle pendici della Sila Grande in un'area chiamata Incavallicata, i turisti possono ammirare due grandi formazioni rocciose che secondo l'architetto Domenico Canino potrebbero rappresentare le più grandi sculture preistoriche presenti in Europa.

La particolarità più interessante delle pietre sarebbe però rappresentata dal fatto che una di queste raffigurerebbe un elefante vissuto in un'epoca in cui il genere Homo stava timidamente iniziando a sviluppare le prime forme di espressione artistica. Quale popolazione, sconosciuta ed evoluta, avrebbe potuto realizzare simili opere? E siamo davvero sicuri che si tratti di sculture?

Una visione d'insieme dei "giganti" dell'Incavallicata. La formazione rocciosa sulla sinistra rappresenta il mitico elefante.
L'aspetto dei giganti

La mia prima impressione per quanto concerne l'elefante di pietra, nata da un mero esame fotografico, era che non assomigliava affatto ad un elefante, sia esso estinto o contemporaneo, e che quelli che sembravano blocchi di pietra poggiati uno sopra all'altro non erano altro che la tipica erosione degli strati di roccia di origine arenaria (in questo caso si tratta di un tufo di origine marina chiamato calcarenite). In poche parole un banale caso di pareidolia di cui la natura (grazie alla complicità del nostro cervello), dalla semplice osservazione delle nuvole sino all'esistenza di formazioni rocciose ben più spettacolari di quelle dell'Incavallicata, non è certo avara.

Quest'anno approfittando delle vacanze estive ho deciso di recarmi di persona ad esaminare il famoso "elefante", la cui origine non umana, una volta osservatolo direttamente, mi è parsa palese aldilà di ogni ragionevole dubbio. Ma quali sarebbero le prove circa l'autenticità di una vera e propria scultura letteralmente fuori dal tempo? E di quale specie di elefante dovrebbe trattarsi?

Stando a quanto riportato dallo stesso Canino*:

Gli occhi, la proboscide e le zanne sono molto ben marcati, indubbiamente l'opera di un grande artista. La cosa strana (tra le altre) è che l'elefante non rappresenta un esemplare africano o indiano, poiché le zanne sono scolpite diritte verso il basso, caratteristica questa dell'Elephans Antiquus (sic), loro progenitore diretto estintosi alla fine del Pleistocene, circa 12.000 anni fa! Provo a misurare una zanna e seppur mutilata essa raggiunge la lunghezza di 180 centimetri. Completa sarebbe lunga circa 220 cm, esattamente la lunghezza delle zanne fossili di Elephans Antiquus (sic), ritrovato nel rione Archi di Reggio Calabria, alcuni anni fa
Gli elefanti non tornano

Il primo grosso problema di fondo di simili dichiarazioni è che l'elefante dalle zanne dritte, il cui nome corretto è Paleoloxodon antiquus, è considerato ufficialemente estinto da circa 50.000 anni e non da 12.000. La data di estinzione più recente proposta per il nord Europa è di 37.000 anni (Mol et al. 2007), mentre in Europa meridionale, ultimo rifugio di questi pachidermi dalle temperature dell'Era Glaciale, l'estinzione sembrerebbe risalire a non oltre 34.000 anni fa e le prove paleontologiche palesano che in generale, la scomparsa dell'elefante dalle zanne dritte in Europa è avvenuta molto prima dell'inizio dell'ultimo picco glaciale (Stuart 2005).

Questo dato è già di per sé sufficiente per potere considerare quanto proposto da Canino come un'ipotesi priva di qualunque tipo di riscontro scientifico. Chi avrebbe potuto scolpire un elefante alto quasi cinque metri in piena Era Glaciale? In realtà i problemi non cambierebbero di molto anche se la datazione proposta dall'architetto risultasse corretta, perché la presunta statua della Sila anticiperebbe di ben 3.000 anni il complesso di Göbekli Tepe, che rappresenta il più antico esempio di grandi sculture in pietra realizzate dall'uomo.

Ma prestandoci al gioco e ragionando per assurdo, potremmo esaminare un'ardita ipotesi paleocriptozoologica: è possibile che l’elefante dalle zanne dritte sia sopravvissuto all’Era Glaciale e si sia estinto in un’epoca molto posteriore di quanto ufficialmente accertato? Considerando che la roccia dell’Incavallicata non assomiglia affatto a un Paleoloxodon antiquus, avventurarsi in una simile congettura sarebbe soltanto una perdita di tempo, eppure secondo Canino la ricostruzione della lunghezza della (presunta) zanna dell’elefante di pietra sarebbe di 220 cm, esattamente la lunghezza delle zanne fossili di Elephans Antiquus (sic), ritrovato nel rione Archi di Reggio Calabria, alcuni anni fa.

Dichiarazione, quest’ultima, assolutamente priva di senso, è infatti palese che l’elefante di pietra, alto quasi 5 metri, non è una rappresentazione in scala dell’elefante dalle zanne dritte, che non raggiungeva i 4 metri d’altezza. Perché mai gli ipotetici realizzatori della statua avrebbero realizzato una riproduzione in scala solo delle zanne e non di tutto il corpo dell'animale? E soprattutto, tramite quali calcoli e quali ricostruzioni Canino è giunto a 220 cm esatti? Ma forse il fatto più emblematico  è che è lo stesso Canino a sconfessare completamente le proprie teorie quando afferma che: "Dietro la zanna c'è un'altra protuberanza cilindrica mutilata che si protende verso il basso, e dà l'impressione della gamba di un uomo a cavallo dell'animale".

Tale "protuberanza cilindrica" è mostrata in questa foto e se rappresentasse davvero "la gamba di un uomo a cavallo dell'animale"...

... sarebbe la prova evidente che la presunta scultura non è in scala, a meno che il fantomatico cavaliere non fosse un vero e proprio gigante di quelli tanto cari alla fantarcheologia, disciplina che ha fatto la fortuna di autori com Peter Kolosimo e Graham Hancock, e di trasmissioni televisive come Voyager...

La gamba del cavaliere ora è il padiglione auricolare dell'elefante... (l'immagine originale presente su www.misteromania.it)

Ma continuiamo a stare al gioco, esaminando un'altra mirabolante caratteristica che i misteriosi costruttori sembrano avere infuso alla loro portentosa opera d'arte. Infatti i particolari della statua cambiano a seconda dell'angolazione da cui la si guarda, cosicché quella che lateralmente è la gamba del cavaliere gigante, frontalmente, con la giusta inclinazione, diventa il padiglione auricolare dell'elefante... Magia dell'arte preistorica?

Ora però è giunto il momento di smettere di stare al gioco e di seguire il buon senso. Ricapitolando: l'elefante della Sila non presenta nessun segno di scalpelli e di altri interventi umani, ma soltanto di erosione. Non presenta la minima traccia di simmetria (vedere le due immagini seguenti) e ricorda vagamente un elefante solo se visto da determinate angolazioni. Per finire, rappresenterebbe un elefante estintosi in un'era in cui non era ancora fiorita nessuna civiltà sufficientemente "evoluta" per realizzarlo.

 

chi riesce a scorgere un elefante guardando la roccia dall'altro lato?
anche osservando la parte posteriore è difficile scorgere intenti artistici in quella che è semplice erosione

Quando lo scorso anno esternai qualcuno di questi punti (all'epoca non ero nemmeno a conoscenza di questo "caso" e come riportato in apertura mi ero limitato a osservare qualche fotografia) durante un incontro avvenuto a Cosenza, Canino alquanto seccatamente, ironizzò sul fatto che chi non era andato a vedere l'elefante di persona non poteva permettersi di esprimere giudizi in merito e che l'ipotesi dell'erosione per cause naturali sarebbe stata una coincidenza statisticamente impossibile.

Non ho nulla da obiettare in merito alla prima considerazione. Infatti ho deciso di attendere un anno prima di scrivere questo pezzo (che avrei comunque potuto realizzare, con le stesse conclusioni, anche senza spostarmi di un passo da casa), mentre sulla seconda non sono affatto d'accordo.

Simili manifestazioni di quello che a noi ricordano forme di animali o di oggetti note, in natura sono all'ordine del giorno e dopotutto, anche la fantasia umana che vede forme dove non ci sono è un suo prodotto...

Note

* L'autore del sito web mi ha personalmente confermato che quanto riportato è materiale direttamente inviatogli da Canino. Inoltre durante una mia conferenza a Cosenza avvenuta lo scorso anno, Canino, che era presente, è intervenuto riportando le medesime dichiarazioni.

Bibliografia
Stuart, Anthony J. (2005), The extinction of woolly mammoth (Mammuthus primigenius) and straight-tusked elephant (Paleoloxodon antiquus) in Europe.

 Mol, Dick et al. (2007), The presence and extinction of Elephas antiquus Falconer and Cautley, 1847, in Europe.