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L'aquila rapitrice di Montreal

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L'aquila rapitrice di Montreal

un video virale riaccende l'interesse su di un'antica leggenda
di Lorenzo Rossi - Mer, 19/12/2012 - 15:17Qui si parla di

Era il 28 febbraio del 2011 quando il The Telegraph pubblicò l'impressionante fotografia di un'aquila reale (Aquila chrysaetos) nell'atto di volare via con un agnello ghermito tra gli artigli. L'immagine (in verità più di una) fu scattata da un anonimo birdwatcher presso l'isola di Mull (facente parte delle isole Ebridi scozzesi) e destò ben presto aperti dibattiti tra gli ornitologi. Ad alimentare gli animi non fu tanto la questione se un'aquila reale fosse in grado o meno di trasportare in volo un agnello di piccole dimensioni (impresa assolutamente alla sua portata, potendo gli esemplari più grandi trasportare in linea teorica sino a 4,5 kg per lunghe distanze), quanto invece se l'agnello fosse o meno già deceduto prima di essere portato via dal massiccio rapace.

Ad ogni modo le foto dell'anonimo birdwatcher, risultano ad oggi le uniche immagini conosciute che documentano una predazione di un'aquila reale a del bestiame domestico. La notizia non tardò a fare il giro del mondo e ben presto molti si domandarono se anche ben altri tipi di predazioni, saltuariamente attribuite a questo grande uccello, potessero avere delle fondamenta reali: gli attacchi in cui le vittime sono dei bambini.

Racconti del genere, soprattutto risalenti al passato, sono in effetti abbastanza impressionanti  e hanno molto colpito l'immaginazione umana. Uno dei casi più tristemente famoso è quello che si dice avvenne nel 1838 presso la regione di Valais, nelle Alpi Svizzere, quando una bambina di 5 anni, Marie Delex, sarebbe stata portata via da un'aquila gigantesca mentre era intenta a giocare con un amico presso un crinale. Le grida del bambino superstite, sebbene ignorante dall'imponente predatore, furono udite da alcuni pastori che accorsi sul posto non trovarono altro che una scarpa di Marie ai bordi del precipizio. Il suo corpo, orrendamente mutilato e giacente su di una roccia distante circa 1 km dal luogo del rapimento, fu ritrovato due mesi dopo da un pastore.

Un altro caso sorprendente, che alcuni non stentano a considerare genuino aldilà di ogni possibile dubbio, è invece molto più recente ed ebbe come protagonista una bambina norvegese di 4 anni di nome Svanhild Hansen, che la mattina del 5 giugno 1932, mentre stava giocando nel cortile della fattoria dei suoi genitori a Leka (Nord-Trondelag), fu sollevata da terra da un'enorme aquila di mare dalla coda bianca (Haliaeetus albicilla), che la trasportò per oltre 1,5 km posandola a terra, evidentemente esausta, poco prima di giungere al nido.

L'assenza della bambina non passò inosservata e circa 200 persone furono mobilitate nella ricerca e verso sera una scarpa della scomparsa fu trovata dai soccorritori presso il monte Haga. Tre uomini, Karl Haug, Jentoft Svensson e Leif Andersen decisero così di scalare la montagna riuscendo infine a ritrovare la piccola, ancora viva e vegeta, ma in evidente stato confusionale.

 

Un giornale dell'epoca riporta l'incredibile storia di Svanhild Hansen

Dopo avere raccontato ai suoi salvatori quanto era accaduto, fu visitata dal dott. K. Fossum, il medico del distretto, che la pesò e notò segni di perforazione nei suoi vestiti, ma non nella pelle sottostante. Essendo la bambina la sola testimone dell'evento e pesando al momento dei fatti 19 kg, nessun ornitologo credette mai alla sua storia e Svanhild si limitò a conservare per tutta la vita il vestito lacerato che indossava quel giorno. Ritengo inoltre opportuno aggiungere, come nota personale in merito a questi "avvenimenti", che il particolare del ritrovamento della scarpa, che accomuna anche la storia di Marie Delex, ricorda in modo abbastanza sospetto gli elementi ricorrenti tipici delle dicerie del passato e delle moderne "leggende metropolitane".

...3...2...1...DECOLLO! Tranquilli, queste foto sono dei falsi

Ma se sollevare da terra bambini di 4 e 5 anni è un'impresa impossibile per qualunque aquila conosciuta, cosa si può dire di bambini ancora più piccoli? In realtà anche in questo caso non esiste nessun tipo di prova, ma voglio segnalare queste dozzinali falsificazioni, delle quali non sono riuscito però a risalire all'origine, mostranti un improbabile aquilotto spelacchiatto mentre si cimenta nel rapimento di un bambino inerme.

I rapimenti di bambini da parte di grandi uccelli rapaci sono quindi da ritenersi, sino a prova contraria, soltanto delle leggende? La prova fatidica sarebbe stata mostrata oggi, da un video apparso su youtube e segnalato dal La Repubblica online, che mostra l'incredibile sequenza di quella che viene presentata come un'aquila reale che afferra un infante in un parco di Montreal (Canada), ma che lo lascia ricadere a terra dopo qualche istante.

Una prova inequivocabile? Molto probabilmente no. L'amico Mauro Cella mi segnala infatti come l'anno scorso, sempre da Montreal, impazzò un video, rigorosamente in computer grafica (e sempre ambientato in un parco), mostrante le peripezie di un presunto pinguino fuggito dallo zoo (clicca qui). Tutto lascerebbe quindi suppore che gli stessi autori abbiano voluto realizzare qualcosa di spettacolare anche quest'anno. Va inoltre segnalato che a Montreal c'è la neve già da un mese, la quale non appare però nelle riprese, e sembra davvero molto difficile che se un avvenimento del genere si fosse realmente verificato nelle scorse settimane, sia giunto alle orecchie dei media, e della Rete, soltanto oggi.

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