
Il pinguino gigante della Florida
Un giorno di febbraio del 1948, un residente della cittadina di Clearwater, Florida, uscì di buon mattino per una passeggiata sulla spiaggia scoprendo quelle che sembravano le impronte di un mostro e corse ad avvisare la polizia.
Le impronte erano lunghe 35 cm e larghe 27 ed erano dotate di tre lunghe dita artigliate. Qualunque cosa le avesse impresse sul terreno era emersa dalle acque del Golfo del Messico, aveva percorso circa 3 km sulla spiaggia con un passo di 1,5 metri da un'orma all'altra ed era ritornata in mare.
Per i successivi dieci anni queste impronte apparvero piuttosto frequentemente su diverse spiagge della costa e anche presso Honeymoon Island e lungo le sponde dello Suwannee River. Nel luglio dello stesso anno si ebbe un colpo di scena: quattro aviatori della Dunedin Flying School dissero di avere avvistato la mostruosa creatura nei pressi del Clearwater Bridge, descrivendola come somigliante ad un tronco peloso dotato di una testa da suino.
A questo punto fece il suo ingresso in campo l'eccentrico naturalista Ivan T. Sanderson, autore di libri di successo e grande esperto di animali selvatici, ma anche famoso per non tirarsi mai indietro dal formulare le più assurde e stravaganti ipotesi zoologiche. Sanderson visitò la zona studiando le curiose impronte, per sentenziare, dopo diversi mesi, che secondo lui erano autentiche ed appartenevano ad un pinguino gigante che battezzò "tre dita della Florida":
In realtà un certo numero di persone, inclusa la polizia locale, sospettavano che la questione delle impronte fosse soltanto uno scherzo, ma non avevano prove per dimostrarlo.
Ma nel 1988 Tony Signorini uscì allo scoperto e rivelò che l'intera faccenda era uno scherzo ideato assieme ad un suo amico e collega di lavoro, Al Williams, localmente famoso per le sue imprese da burlone negli anni '40 e '50. Signorini spiegò che l'amico era stato ispirato dalle storie sul mostro di Loch Ness e da orme fossili di dinosauro che erano state scoperte presso Albuquerque, New Mexico.
Quando Wiliams morì, nel 1969, lasciò in custodia a Signorini l'attrezzatura utilizzata per realizzare lo scherzo, affinché la salvaguardasse. Signorini accettò e custodì per molti anni "il mostro": un paio di zampe in ghisa del peso di 13 kg dotate di un calzascarpe.
Una barca a remi messa a disposizione da un conoscente avvicinava "la creatura" alla spiaggia: