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La scoperta dell'olinguito

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La scoperta dell'olinguito

un'avventura zoologica del XXI secolo
Ritratto di lorenzorossi di Lorenzo Rossi - Ven, 16/08/2013 - 09:30Qui si parla di

Anche se non spettacolare, in termini di dimensioni, come i recentemente scoperti varano bitatawa e rinopiteco del Myanmar, l'ultimo arrivato nella classe dei mammiferi, l'olinguito (Bassaricyon neblina), detiene il non trascurabile primato di essere il primo nuovo rappresentante dell'ordine dei Carnivori* descritto nel continente americano dopo 35 anni.

La storia della sua scoperta è inoltre il perfetto emblema dell'avventura e della "magia" delle Scienze Naturali, perfettamente sottolineate dalle parole dei suoi scopritori, una vera e propria detective's story che ha richiesto non meno di 10 anni per giungere ad una perfetta conclusione...

La scoperta dell'olinguito dimostra che il mondo non è completamente esplorato, i suoi segreti più elementari non ancora svelati. Se possono ancora essere scoperti nuovi carnivori, quali sorprese ci attendono? Così tante specie al mondo sono ancora sconosciute alla scienza. Documentarle è il primo passo per capire la piena ricchezza e diversità della vita sulla Terra
Helgen, 2013

Al genere Bassaricyon appartengono diverse specie di piccoli mammiferi, chiamati olingo, appartenenti alla famiglia dei Procyonidae, tutte native delle foreste nebulose di Colombia ed Ecuador. Si tratta di animali molto poco studiati e conosciuti, tanto che l'olinguito è stato scoperto quasi per caso, quando il team di ricerca di Kristofer Helgen, curatore dei mammiferi dello Smithsonian's National Museum of Natural History, intraprese il primo studio integrale sugli olingo.

Lo scopo di questa ricerca, iniziata con l'esame della quasi totalità (oltre il 95%) di reperti presenti nei musei di tutto il mondo, era quello di comprendere l'esatto numero di specie esistenti e la loro distribuzione. Il primo indizio (successivamente corroborato dall'esito degli esami del DNA) circa l'esistenza di una specie non ancora catalogata è stata la scoperta di crani e denti più piccoli e morfologicamente diversi da quelli degli olingo conosciuti e di pelli più piccole, ma più folte e più vivacemente colorate (arancio, bruno rossiccio).

Il passo successivo per i ricercatori è stata la revisione di tutti i dati da campo disponibili, che indicavano come areale di raccolta del materiale "inedito" una zona delle Ande settentrionali tra i 1.250 e i 3.000 metri d'altitudine (aree molto più elevate di quelle nelle quali di norma vivevano le specie allora conosciute). Una volta stabilita l'esistenza certa di una nuova specie sino all'inizio del 1900 (periodo di datazione dei reperti museali), la seconda sfida è stata quella di scoprire se l'elusivo animaletto fosse ancora vivo e vegeto tra le foreste di montagna del Sudamerica.

La non facile impresa fu affidata a Roland Kays del Carolina Museum of National Sciences e al suo team, che guidati per tre settimane dallo zoologo ecuadoriano Miguel Pinto, riuscirono finalmente a localizzare e a studiare sul campo l'olinguito, scoprendo che oltre ad essere il più piccolo rappresentante del suo genere (circa 75 cm di cui 40 spettanti alla coda, per un peso di 900 grammi), è notturno, principalmente frugivoro e quasi totalmente arboricolo:

I dati dei campioni museali davano un'idea di dove cercare, ma era comunque come colpire alla cieca. Però queste foreste andine sono così incredibili che anche se non avessimo trovato l'animale che stavamo cercando, sapevo che avremmo potuto scoprire qualcosa di interessante strada facendo
Helgen, 2013

Un vero e proprio esempio di "zoologia investigativa", quella che, se non fosse stata trasformata in una caricaturale caccia ai mostri da parte di molti dei suoi esponenti, sarebbe dovuta essere alla base della criptozoologia...

Note

All'ordine Carnivora appartengono circa 300 specie di mammiferi placentati la cui dieta, come nell'esempio del panda gigante, può essere anche quasi completamente erbivora.

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